Il lutto
Sfilano il pane dal sacco e dicono “Grazie, grazie”. Poi scappano via
Santiccioli racconta le sere per strada a portare conforto ai clochard Prima le cuoche in cucina, poi i “raccoglitori di briciole”, quindi il giro
la storia
sara landi
Mirko Santiccioli è volontario della Ronda dal 2000 e ne è anche il presidente dal settembre 2018. È lui a fare da guida per Il Tirreno nel mondo della Ronda della carità e della solidarietà grossetana. «In città – sottolinea Santiccioli – esistono realtà ben strutturate e organizzate come la Caritas diocesana che danno una risposta importante alle povertà della gente; la nostra particolarità consiste nell’andare a intercettare i poveri e gli emarginati laddove vivono, quindi per strada. Non ci vogliamo sostituire a altre forme di volontariato e servizio che esistono, semmai le vogliamo integrare».
Le parole “strada” e “servizio” sono centrali nella missione dei volontari che si sono dati un’organizzazione precisa per poter gestire al meglio le due uscite che fanno il martedì e il giovedì sera partendo dalla sede di via De Amicis 11, il famoso Piazzalone. Il lavoro comincia già nel pomeriggio e vede in azione le cuoche che in sede preparano minestroni e zuppe calde d’inverno e riso freddo d’estate. Inoltre viene preparato il grande thermos del tè caldo che soprattutto nelle notti più rigide è un vero conforto per chi non ha un tetto. In azione anche i cosiddetti “raccoglitori di briciole” che vanno nei bar, forni e pizzerie a ritirare l’invenduto giornaliero. Panini, paste, brioche ma anche sacchi di filoni di pane: il cibo che viene distribuito in strada arriva dalla generosità di commercianti e attività che in anonimato aiutano la Ronda e spesso non si limitano a dare l’invenduto. «C’è un noto bar di Grosseto – dice Mirko – che ci fa trovare vassoi ben guarniti di paste preparate appositamente per gli amici della strada. Un altro negoziante invece a volte ci regala polli cotti che noi sporzioniamo e distribuiamo». I prodotti dolci e salati ritirati dagli esercenti una volta in sede vengono utilizzati per confezionare i sacchetti già pronti che saranno dati ai senzatetto. «Nel confezionamento – dice Mirko – stiamo attenti a distinguere i pasti che contengono maiale dal resto per venire incontro alle persone musulmane».
Quando tutto è pronto viene caricato il bagagliaio della macchina messa a disposizione da Anteas per fare il giro della città. La prima tappa del servizio della Ronda (in un turno operano due-tre volontari) si consuma già nel Piazzalone dove alla partenza si presentano dalle 25 alle 30 persone per mangiare e bere un tè caldo. «Nei primi anni della Ronda i volontari andavano in giro alla ricerca dei clochard – precisa il presidente – All’incirca dal 2005 facciamo un giro prestabilito che chi vive in strada conosce e tendenzialmente in ogni tappa troviamo sempre i soliti volti. A volte ci fermiamo anche a parlare ma più spesso ci dicono “Grazie!” tante volte e scappano via».
Dopo il Piazzalone l’auto della Ronda si dirige verso la zona della Conad del Tiro a segno: lì si fanno sempre trovare tre donne che hanno bisogno di aiuto. E tra una tappa e l’altra c’è anche il passaggio dalle pizzerie al taglio che verso quell’ora chiudono e mettono a disposizione l’invenduto come già hanno fatto i bar nel pomeriggio. «Anche in quel caso – precisa Mirko – sporzioniamo e confezioniamo al volo e poi riprendiamo il giro». La fermata successiva è accanto alla chiesa del Sacro Cuore. «Qui – racconta Mirko – troviamo spesso molte badanti che mandano a casa tutto ciò che guadagnano col loro lavoro e che qui a Grosseto hanno giusto un tetto sotto cui vivere. Ho visto queste persone avvicinarsi per prendere un filone di pane dal sacco e poi sparire per la vergogna: sono scene che fanno male e che non si dimenticano».
Dopo il Sacro Cuore la Ronda si sposta al Cottolengo dove c’è il piccolo dormitorio per senzatetto gestito dall’associazione Querce di Mamre. Altre due tappe obbligate sono la cabina telefonica di piazza De Maria dove vive il clochard tedesco che l’ha eletta a sua dimora e la chiesa del Crocifisso dove staziona un ragazzo che dorme all’aperto. Il viaggio riprende verso il centro cittadino dove la Ronda incontra persone che dormono nei porticati e negli atri di alcuni palazzi pubblici. Siamo tra piazza Rosselli e via Roma: il giro è finito perché da tempo la stazione ferroviaria, prima rifugio abituale dei senza dimora, la notte viene chiusa e non è più tappa di questo viaggio tra gli emarginati. «Verso un quarto a mezzanotte rientriamo in sede – dice Mirko – ma il lavoro non è finito perché c’è da lavare i pentoloni e il thermos e riordinare tutto».
In sede oltre alla cucina e dispensa c’è un magazzino per scarpe, coperte e indumenti che vengono donati dai grossetani. «Siccome durante il giro non possiamo portare dietro tutto – spiega il presidente – abbiamo sempre con noi qualche coperta e ci segniamo le richieste delle persone per poi consegnare il tutto la volta successiva».
A rendere possibile il servizio la generosità dei privati (dal privato cittadino che dona coperte alle attività già menzionate che mettono a disposizione i loro prodotti) ma anche la collaborazione sviluppata con altri soggetti e associazioni, come Anteas che fornisce il mezzo per i due giri settimanali e la Chiesa battista di via Piave che fornisce ogni mese piatti e bicchieri di plastica riciclabile utili per il servizio in strada. –
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