Il Tirreno

Grosseto

la denuncia 

Furto auto simulato «L’ho distrutta io»

Francesca Gori
Furto auto simulato «L’ho distrutta io»

Giovedì l’allarme, ieri la confessione del diciottenne Aveva avuto un piccolo incidente, non voleva dirlo ai genitori

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. Giovedì mattina aveva chiesto al compagno della madre se gli poteva prestare l’auto per andare a scuola, alla Cittadella. La sera alle 19, però, quando sarebbe uscito dall’istituto di via de Barberi, ha dato l’allarme: la Renault Clio blu non c’era più, era sparita.

La mamma del ragazzo aveva dato l’allarme su Facebook, pubblicando la foto della targa dell’auto e il proprietario era andato a sporgere denuncia alla polizia. Ieri mattina, però, le sorprese amare per la famiglia sono state due. Più amare di quella di giovedì scorso, quando l’auto è sparita: la Renault Clio è ricomparsa, sì, ma completamente distrutta. E a ridurla così, sarebbe stato proprio il ragazzo per coprire un piccolo incidente successo proprio giovedì mattina quando aveva chiesto all’uomo l’auto per andare a scuola.

A lanciare l’appello era stata la mamma del ragazzo che aveva pubblicato una foto della targa dell’auto e aveva chiesto l’aiuto a tutti per ritrovare la Clio blu.

Ieri mattina, il ragazzo ha detto alla madre e al suo compagno che aveva cominciato a ricevere alcuni strani messaggi scritti da un amico che era stato contattato da altri amici che però lui non conosceva. La segnalazione era abbastanza chiara: la Renault Clio sarebbe stata a Braccagni, nella zona industriale e qualcuno la stava utilizzando per fare delle sgommate.

Il ragazzo, con la madre e il suo compagno sono andati a vedere se fossero riusciti a rientrare in possesso della loro auto, utilizzata dall’uomo per andare a lavorare.

Una volta arrivati nell’area industriale di Braccagni però, di quell’auto non c’era alcuna traccia. Per questo, i proprietari hanno chiesto l’intervento dei carabinieri della stazione che in pochi minuti sono riusciti a trovarla: si trovava infatti nel piazzale di un’azienda che si occupa di movimentazione terra, dietro a un cancello appena accostato.

Per terra c’erano i segni delle sgommate e l’auto era stata lasciata lì, con il paraurti anteriore divelto e lasciato dentro il portabagagli, gli pneumatici a terra e il parabrezza sfondato.

Mentre la donna denunciava ciò che fosse accaduto, convinta che dei balordi avessero fatto quel disastro con la loro auto, i carabinieri hanno deciso di parlare con il diciottenne, soprattutto per capire da chi gli fossero arrivati quegli strani messaggi ricevuti sul cellulare, con i quali veniva segnalata la presenza dell’auto nella zona industriale di Braccagni.

Non c’è voluto molto ai militari della stazione per scoprire la verità: il diciottenne, di fronte agli uomini in divisa, ha confessato di essere stato lui a ridurre in quel modo la vettura e poi di aver detto che la Clio era stata rubata.

Giovedì scorso il giovane aveva avuto un piccolo incidente e dalla scuola si era spostato. Probabilmente era la stata la sua giornata no: aveva di nuovo sbattuto l’auto. Preoccupato e impaurito, anziché andare a casa e confessare ai genitori quello che aveva fatto, ha raccontato loro che la sua auto era scomparsa da via de Barberi. Invece, l’aveva portata a Braccagni dove è stata ritrovata ieri distrutta. –



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