Sicurezza
Dormono da tre giorni sulla panchina dell’ex Ilva
L’anziana e il suo compagno erano stati sfrattati dalla casa che si trova sotto la torre pericolante: hanno lasciato l’abitazione di Scarlino
Per la terza mattina consecutiva, hanno visto la coppia con i loro pochi oggetti raccolto in due sacchi della spesa, accampata sulla panchina che si trova davanti alla biblioteca comunale, nell’ex Ilva. A poche decine di metri da quella che era la loro vecchia casa, dalla quale sono stati sfrattati un mese e mezzo fa a causa della frattura che si è aperta sulla ciminiera della vecchia città fabbrica.
Per tre giorni e tre notti la loro casa è diventata quella panchina: alcuni abitanti della zona però hanno segnalato la loro presenza al candidato a sindaco del centrodestra Massimo Di Giacinto che ieri mattina è andato a parlare con la coppia, insieme al collega leghista Daniele Pizzichi. «Su questa vicenda non c’è da fare alcuna polemica - dice Di Giacinto - si tratta di persone con grande disagio, bisogna soltanto trovare una soluzione». Soluzione che l’amministrazione comunale aveva trovato un mese e mezzo fa, quando il sindaco Andrea Benini e la stessa Prefettura avevano emesso un’ordinanza di sgombero dell’immobile sotto la ciminiera per ragioni di sicurezza. «Erano tornati dentro - dice l’assessore alle Politiche sociali e abitative Alessandro Ricciuti - ma non potevamo farli stare lì. Per la coppia era pericoloso, per questo abbiamo dovuto murare gli accessi». L’amministrazione guidata da Benini non ha certo lasciato la donna, che ha 75 anni e il suo compagno, che ne ha 55 fuori da casa. Quando l’abitazione fu sgomberata, la coppia fu accompagnata con il taxi a Scarlino, dove il Comune aveva trovato un’abitazione per i due. Abitazione che però quattro giorni fa hanno deciso di lasciare per tornare a Follonica: secondo la coppia, quella casa non era adatta a loro e lì proprio non avevano intenzione di stare. Il problema però, si ripresenta di nuova: fino a stasera o domani il dormitorio non aprirà e la donna con il suo compagno non possono restare a dormire per la strada. «Quest’anno abbiamo fatto in modo che nel dormitorio trovino posto anche le donne - dice ancora l’assessore - Se vorranno stare un po’ di tempo lì potranno farlo. Noi una soluzione l’avevamo trovata ma la donna non ne ha voluto sapere di restare lì». L’affitto dell’abitazione a Scarlino era basso e la settantacinquenne che percepisce una pensione, poteva sostenerlo. Seguita dai servizi sociali, ha deciso di lasciare Scarlino per tornare nella città dove ha sempre vissuto. Su una panchina, poco distante da quella casa da dove era stata allontanata e dove aveva anche provato a rientrare prima che il Comune la chiudesse definitivamente. La torre rischia di crollare e vivere lì è troppo pericoloso. —
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