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castel del piano 

Quindici aziende per la geotermia «Sì a incentivi»

F.B.
Quindici aziende per la geotermia «Sì a incentivi»

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castel del piano. «Tirate fuori la geotermia dal buco nero in cui è stata ficcata». Alzano gli scudi, le imprese dei territori geotermici dell’Alta Val di Cecina, Colline Metallifere e Amiata, che attaccano la politica e incalzano la Regione che non si decide a convocare il promesso tavolo al Mise.

Una lunga lista di imprese, che sono il motore economico dei territori geotermici e che hanno sottoscritto un documento dai toni accesi, invocando l’attenzione della politica e decisioni precise sugli incentivi sul prossimo Fer 2. Le imprese amiatine che hanno firmato sono fra le più note della montagna: Dondolini costruzioni srl, Geoamiata cooperativa, Boscaglia srl, Vichi Angelo srl, Ctm srl, Teobaldo Ciaffarafà snc, Gastone Rosati, Silva cooperativa, Edilmonte Snc, Elettronica Cappelletti snc, CR General Works, Francesco Bramerini e figli srl, Cas srl, Amiata Clim snc, Termoaccadueo.

Continuano insomma, le prese di posizione, irrigidite da tempo, fra chi sostiene che la geotermia va cassata dall’elenco delle rinnovabili e chi, invece, ne sostiene il valore. Buona parte della politica nicchia oppure si spaccano partiti e compagini su un argomento a cui non sono stati risparmiati veleni e marchi d’infamia.

«La situazione della geotermia in Toscana – dicono gli imprenditori – è una Ferrari con il motore tenuto al minimo che rischia così di rompersi. Le imprese nate e cresciute nelle aree della geotermia non sono diverse da tutte le altre, se non per il fatto che dipendono prevalentemente da questa straordinaria risorsa e l’incertezza sul suo sviluppo è un elemento devastante per le comunità».

Le imprese se la prendono con «la progressiva azione di disinformazione antiscientifica sui paventati effetti sulla salute» che, secondo loro, «pur non avendo elementi basati su dati reali, ha sollevato un muro. La nostra è una voce al momento inascoltata dalla politica nazionale e regionale, dai deputati toscani, fatte pochissime eccezioni, e, nel peggiore dei casi, tacciata di essere solo il frutto di interessi economici privati». Il gruppo fa notare il paradosso che si è creato: «Mentre l’Italia continua a dipendere dai combustibili fossili o dall’energia nucleare acquistata all’estero, la politica rinuncia a dare prospettive certe alla geotermia, connubio tra produzione di energia e salvaguardia dell’ambiente». E chiosano: «Se il Governo e il Mise sono inerti, se i deputati da noi eletti sono sordi e muti, se la Regione rinuncia al suo ruolo, sappiano che faremo sentire alta la voce». — F.B.

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