Il Tirreno

Grosseto

IL TERRORE IN FAMIGLIA 

Picchiata per anni e violentata davanti al figlio di 12 anni

Francesca Gori
Picchiata per anni e violentata davanti al figlio di 12 anni

Operaio di 48 anni arrestato dai carabinieri: era già stato condannato Dopo la sentenza era tornato a vivere nella casa con la sua ex moglie

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Gli anni di matrimonio sono stati anni d’inferno per una donna che abita in un paese della Costa d’Argento. Sono stati anni di soprusi, di maltrattamenti, di minacce e di botte. Negli ultimi tre mesi, l’orrore è entrato anche nella camera da letto della donna, dove il suo ex marito l’avrebbe violentata almeno 20 volte. L’ultima, sotto gli occhi del figlio di 12 anni. «Perché la mamma sta piangendo?», ha chiesto il ragazzino, una volta aperta la porta di camera. L’uomo era balzato in piedi: «Ha solo fatto un brutto sogno», gli ha risposto. Dopo quell’episodio, la donna lo ha denunciato di nuovo. Ieri, quell’incubo è finito: i carabinieri della stazione di Albinia sono andati ad arrestarlo. Si sono presentati nel luogo dove l’uomo lavora come operaio e lo hanno portato in carcere: avevano in mano l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari Sergio Compagnucci, su richiesta del sostituto procuratore Valeria Lazzarini. Difeso dall’avvocato Silvia Falconi, l’uomo sarà probabilmente interrogato domani.

Il quarantottenne era già stato condannato per maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie: gli era stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Una volta pronunziata la sentenza però, quel divieto era stato revocato e lui aveva chiesto alla donna di poter tornare a vivere nella loro casa. Non era in atto un tentativo di riconciliazione ma solo l’esigenza di un posto dove stare senza dover pagare un affitto. E poi c’era il figlio della coppia, un ragazzino di 12 anni, che voleva avere suo padre a casa.

La donna ha acconsentito: l’uomo dormiva sul divano e lei in camera da letto. Ma la convivenza è presto diventata un incubo. «Io ti ammazzo - le diceva spesso - La tua parte di casa è il cimitero». Da maggio fino a ieri, la vita della donna e del figlio della coppia era diventata un incubo: l’uomo tornava spesso a casa ubriaco e sfogava tutta la sua rabbia su lei. Per 15 anni la donna ha subito ogni giorno i suoi accessi d’ira, anche davanti ai loro familiari: una volta era rimasta coinvolta in una lite anche la sorella della donna, che era andata a trovarla.

I carabinieri che hanno raccolto la denuncia della donna sono intervenuti più volte in quella casa. Lo scorso agosto, arrivato a casa in tarda serata, l’uomo era andato nella cameretta del figlio. La donna aveva sentito il loro bambino chiedere al padre perché si fosse comportato in maniera così aggressiva con lui: il quarantottenne gli aveva infatti strappato i cavi della playstation dal muro, per non farlo giocare.

Liti continue, scoppiate per ogni minima cosa. «Mi accusava sempre di non saper cucinare per nostro figlio - ha raccontato la donna ai carabinieri - e che lui voleva rimanere a casa per accudirlo». Un altro motivo delle continue aggressioni era la suddivisione della casa.

La sera in cui l’uomo ha strappato via il videogioco, la donna ha preso suo figlio ed è uscita da casa. Il bambino piangeva ed era terrorizzato. Hanno passeggiato insieme per ore prima di tornare a casa. Due settimane fa, l’uomo ha picchiato la donna, colpendola con un calcio al volto e procurandole lesioni guaribili in dieci giorni. Da ieri l’uomo è in carcere, dove sarà interrogato domani. —

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