Sicurezza
Sorpresa, c’è la ripresina Gli edili provano a rialzarsi
Dall’assemblea di Ance è emerso qualche timido segnale di miglioramento Confrontando gli ultimi due anni, crescono gli addetti e anche le ore lavorate
Si registra una piccola ripresa nel settore dell’edilizia. Serve, però, meno burocrazia e più incentivi ai privati. È questo, in estrema sintesi, ciò che è emerso ieri mattina all’assemblea dell’Ance. L’edilizia maremmana prova a rialzarsi, a intercettare e interpretare timidi segnali di ripresa. Dopo la grande crisi – ormai decennale, strutturale – dopo la perdita di migliaia di posti di lavoro, fatturati crollati, imprese fallite e bandi di gara centellinati, con un boom di appalti aggiudicati da imprese (prevalentemente non locali) con il criterio del massimo ribasso, adesso gli edili provano a invertire la rotta.
Il settore delle costruzioni, il comparto edile, su base nazionale, rappresenta il 22 per cento del prodotto interno lordo, cifra che corrisponde, più o meno, al Pil del settore in provincia di Grosseto. Nel corso del’assemblea dell’Ance il presidente Rossano Massai – davanti a una folta platea di amministratori, imprenditori, autorità – ha presentato numeri, tendenze e idee per risollevare il settore. «Una recente ricerca della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno – ha detto Massai – cataloga oltre 6.400 imprese inseribili nel sistema edilizio della Provincia. Tra queste il 58,4% (pari a 3. 370) sono impegnate nelle costruzioni e nei lavori specializzati, il 21,9% nelle attività collegabili alle immobiliari, il 7, 4% nel manifatturiero, il 9,7 nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli per l’edilizia. Confrontando gli ultimi due anni si registra un lieve recupero: gli operai sono passati da 2.585 a 2.723 con un incremento di 138 unità lavorative pari al 5,3%. Le ore lavorate sono passate da 2 milioni e mezzo a 2 milioni e 614mila».
Nella relazione di Massai, interessanti i passaggi legati alle recenti emergenze idrogeologiche sul territorio. Per Massai hanno dimostrato che, nonostante gli interventi realizzati negli ultimi anni, sia l’Ombrone che il reticolo minore della provincia, necessitano ancora di particolare attenzione, di programmazione progettuale e infrastrutturazioni. L’incapacità di spesa, secondo Massai, è tra i maggiori problemi che registra il comparto, come riportato dalla Corte dei Conti nel recente rapporto sul Fondo Progettazione. «Soffriamo di inadeguatezza delle procedure, debolezza delle strutture attuative, assenza di controlli e monitoraggi, tra cui i lunghi tempi di conclusione delle conferenze dei servizi e dei pareri di Via e Vas per i grandi progetti. Nel frattempo il Paese e le nostre comunità soffrono. Trovo paradossale che esistano 308 norme in materia di appalti pubblici, entrate in vigore negli ultimi 25 anni: oltre 12 all’anno tra leggi, decreti legge, circolari. È un proliferare continuo di norme sia nell’edilizia privata che nel comparto dei lavori pubblici».
Poi la questione del nuovo Piano Strutturale del comune di Grosseto. «Nei prossimi mesi saremo impegnati a dare il nostro contributo per ridefinire l’approvazione e l’adozione degli strumenti urbanistici, in particolare i Piani operativi. Valuteremo scelte che, compatibili con la sostenibilità economica degli interventi, possano coinvolgere privati cittadini e imprese. Pensiamo infatti che la competitività e la vivibilità di un territorio dipendano anche dalla capacità delle aree urbane di attrarre attività economiche e nuova popolazione residente. Per Grosseto auspichiamo un insieme normativo che si adatti alle nuove richieste/esigenze dei cittadini e della società, ai bisogni e alle nuove tendenze». —
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