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Protezione civile, il piano passa ma è già da correggere

Enrico Pizzi
Protezione civile, il piano passa ma è già da correggere

Dopo un primo stop, il consiglio comunale dà il via libera al documento nonostante le criticità. Subito una commissione speciale per correre ai ripari

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Nasce già vecchio e da modificare, il Piano di protezione civile approvato ieri dal consiglio comunale di Grosseto che, nella prossima seduta, a dicembre, istituirà la commissione speciale che dovrà occuparsi proprio correggerne le criticità.

La maggioranza, con il voto decisivo del consigliere ex CasaPound Gino Tornusciolo, ha approvato lo stesso piano che era stato rinviato una settimana fa e che era di nuovo passato in commissione. Il Pd ha votato contro, mentre si sono astenuti M5s e Passione per Grosseto. Per l’opposizione sarebbe stato più opportuno istituire subito la commissione speciale – una richiesta in tal senso del capogruppo di Passione per Grosseto, Rinaldo Carlicchi è stata firmata da tutti i gruppi consiliari – e approvare un piano già aggiornato, ma sia il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che il capogruppo di Fratelli d’Italia Bruno Ceccherini hanno sottolineato come il piano approvato ieri sia uno strumento di gran lunga più dettagliato di quello che risaliva al 2010.

In ogni caso anche ieri, come in commissione, sono state richiamate le criticità che si sono verificate domenica 17 novembre, quando, al raggiungimento dei 6,5 metri del livello dell’Ombrone all’idrometro del Berrettino, il sindaco ha ordinato l’evacuazione della zona rossa, la fascia di 400 metri a ridosso dell’argine. Evacuazione che, nei fatti, non da tutti è stata rispettata, vista anche l’affluenza di curiosi sull’argine in quelle ore in cui si attendeva la piena.

Uno degli elementi critici, che emerge dal racconto del sindaco e che non sarebbe cancellato dal piano approvato ieri, è dato dalle indicazioni relative a ciò che il sindaco deve fare quando l’acqua raggiunge i 6,5 metri al Berrettino. Non sarebbe chiaro se si parli di rischio di tracimazione o di rottura: per il sindaco varrebbe la seconda interpretazione. In ogni caso la decisione di evacuare è stata presa dopo aver riunito i soggetti coinvolti, nonostante non tutti fossero favorevoli.

Vivarelli Colonna ha ricordato che il direttore del settore Genio civile Toscana Sud della Regione, Renzo Ricciardi, cercava di tranquillizzarlo «Ma dimenticava – ha detto il sindaco – che lui stesso, come redattore del piano di piena, aveva fissato il limite di 6,5 metri». Insomma, se i tecnici non mettono nero su bianco elementi che cambino la cornice in cui ci si muove, il sindaco, su cui grava l’ultima responsabilità delle decisioni, non può rischiare sulla base di elementi di valutazione soggettivi.

Dunque, Vivarelli Colonna rifarebbe tutto, lo ha confermato in consiglio comunale. Non perché si faccia prendere dal panico né per salvaguardare se stesso, ma perché «è meglio avere paura che buscarne».

Per il capogruppo del Pd, Lorenzo Mascagni, però, se evacuazione deve essere, che la si faccia per bene. «Non basta ordinarla perché sia effettuata – ha detto – si coinvolge la Prefettura, l’esercito, si fa una cosa seria». —

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