Il Tirreno

Grosseto

Picchia e violenta l'ex moglie davanti al figlio dodicenne

Picchia e violenta l'ex moglie davanti al figlio dodicenne

Arrestato un operaio di 47 anni: era stato condannato un mese fa per maltrattamenti in famiglia

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GROSSETO. Lui è finito in carcere, lei ora è libera di cominciare a farsi la sua vita, insieme al figlio di 12 anni. Libera di stare a casa, di andare a letto e addormentarsi senza più correre il rischio di essere violentata dall'ex marito che, dopo la condanna per maltrattamenti e dopo che gli era stato revocato il divieto di avvicinamento, aveva chiesto alla donna dalla quale si sta seperando, di poter tornare a vivere con lei per stare vicino al figlio. I carabinieri lo hanno arrestato e accompagnato al carcere di Grosseto dopo che il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci ha emesso un ordine di custodia cautelare su richiesta della Procura nei confronti di un quarantasettenne, operaio.

L'uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale a danno della moglie. Un mese fa esatto la donna si era rivolta ai carabinieri per denunciare gli episodi di violenza e i comportamenti vessatori tenuti dall’indagato ai danni della moglie, spesso anche in presenza del loro figlio minore di anni 12. L'attività investigativa dei carabinieri che si è sviluppata su diversi fronti, a partire da accurati sopralluoghi nella casa hanno consentito ai militari di trovare numerosi riscontri alle dichiarazioni della vittima e a ricostruire il clima di violenza e di terrore che era maturato tra le mura domestiche.

L’uomo, infatti, già condannato in primo grado dal Tribunale di Grosseto con sentenza dello scorso mese di marzo per analoghi comportamenti nel periodo compreso tra 2004 e il 2019, a seguito della revoca della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, era tornato a vivere nella casa familiare con il consenso della donna al fine di far fronte esclusivamente a una esigenza materiale di ospitalità. Da lì in avanti, però, le cose non sarebbero cambiate. Gli episodi contestati che hanno portato all’arresto dell’uomo risalgono allo scorso mese di maggio quando l’uomo, molto spesso in stato di alterazione psicofisica derivante dall’abuso di bevande alcoliche, mediante reiterate aggressioni fisiche e verbali, aveva maltrattato la donna, costringendola a subire aggressioni sempre più violente come quello avvenuto lo scorso 17 novembre, quando la donna, dopo aver deciso di lasciare la casa familiare per paura di subire ulteriori maltrattamenti, era tornata nell’abitazione per prendere i suoi effetti personali con la speranza che lui non ci fosse.

L’indagato, invece, presente in casa, dopo averla aggredita verbalmente all’interno dell’appartamento, le sferrava un calcio al volto, provocandole lesioni con una prognosi di 10 giorni. Nello stesso periodo, inoltre, la donna sarebbe stata costretta a subire ripetuti atti sessuali da parte dell’uomo. I carabinieri, inoltre, hanno accertato anche alcuni comportamenti violenti ai danni del figlio minore, tra cui uno avvenuto lo scorso mese di agosto quando l’uomo, in preda ai fumi dell’alcol, si sarebbe diretto nella cameretta del bimbo e senza alcun motivo gli avrebbe staccato violentemente i cavi di un videogioco, provocando nel minore una reazione di terrore. L’arrestato è stato rintracciato sul posto di lavoro e portato al carcere di via Saffi.

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