Sicurezza
«Le luminarie in città sono un’attrattiva per i nostri clienti»
I commercianti chiedono maggior attenzione al Comune Viabilità e sicurezza dovrebbero essere migliorate
follonica. Le luminarie natalizie di Follonica sono diventate argomento di dibattito tra Ascom, Centro commerciale naturale e amministrazione comunale e la questione non riguarda soltanto la “mancanza dello spirito natalizio” come l’ha definita Massimiliano Rossi, presidente del Ccn: per Ascom mancherebbero anche interventi fondamentali di carattere amministrativo. Fino allo scorso anno era stato il Ccn ad occuparsi della gestione delle luminarie cittadine, raccogliendo i soldi tra i negozianti e prendendo la quota assegnata dall’amministrazione comunale. Una decorazione che costa ogni anno alla città circa 60mila euro.
Quest’anno invece è la Pro Loco ad organizzare l’illuminazione delle vie e delle piazze. In passato le luci erano state accese con largo anticipo rispetto al Natale prendendo come primo giorno di festa la ricorrenza di San Leopoldo, il 15 novembre. Quest’anno si è scelto invece di pensare al risparmio energetico e a spiegarlo era stato l’assessore Alessandro Ricciuti: «Ci siamo dati dei tempi diversi – aveva detto – l’accensione sarà il 7 dicembre e e l’8 verrà acceso l’albero di natale in contemporanea con l’associazione Agbalt di Pisa. Si tratta di una scelta di programmazione fatta per guardare all’impatto ambientale. In quest’ottica non avrebbe avuto senso accendere le luci prima. Il clima natalizio ci sarà ma nei tempi dovuti».
«È evidente che le luminarie natalizie vanno considerate come un’attrattiva per il commercio – dice oggi Ascom – Se vogliamo davvero proteggere i negozi di vicinato e i nostri centri storici, ognuno di noi deve fare la sua parte. Si tratta di una mission per la nostra associazione di categoria e di una delle priorità per le istituzioni, occupandosi di tanti aspetti nell’ambito della manutenzione ordinaria come nell’organizzazione delle iniziative o nell’arredo urbano, ma anche per i singoli cittadini che, in qualità di consumatori, devono sostenere il piccolo commercio».
A questo tema Ascom lega poi quello della chiusura di molti negozi cittadini. Soltanto alcuni giorni fa il Tirreno aveva raccontato delle chiusure di tre attività di via Matteotti e oggi Ascom tiene a dire la sua sulla questione: «È un fatto che ovunque il commercio subisca pesantemente gli effetti negativi del commercio online e dei centri commerciali – commentano dall’associazione di categoria – Se a questo si aggiungono i problemi di accessibilità, di viabilità, di sicurezza, di pulizia ed anche di illuminazione, non stupisce che, in generale, i negozi si trovino in difficoltà. Questo vale in generale, non solo a Follonica, ma in tutte le città».
Insomma per Ascom molti dei problemi delle attività commerciali potrebbero essere risolti con degli interventi mirati sia sulla viabilità che sull’arredo urbano.—
Giulia Sili
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