Il Tirreno

Grosseto

studi sulle criticità 

Protezione civile Commissari ed esperti discutono del Piano

F.F.

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grosseto. Come stabilito dal consiglio comunale venerdì, la bozza del Piano di protezione civile – già adottata dalla giunta – è tornata ieri in commissione, dopo che il sindaco Antofrancesco Vivarelli Colonna ne ha deciso il ritiro proprio nel giorno in cui doveva essere approvata. Le criticità emerse il 17 novembre, quando l’Ombrone ha raggiunto 6,5 metri all’idrometro del Berrettino, limite soglia per minacciare la tenuta dell’argine e far evacuare 2mila persone entro 400 metri dal fiume, a est della ferrovia, sono state affrontate dai consiglieri e dagli esperti, l’ingegnere Ricciardi del Genio Civile e l’architetto De Bianchi del Comune.

Ricciardi è stato chiaro: 6,5 metri oggi non sono un’altezza così estrema da far temere che l’argine crolli. Tanto più che a quel livello l’acqua è finita più volte e ci finirà ancora. Per capirsi, al Berrettino l’argine è 10,90 metri. La prudenza dettata dal Piano è figlia della situazione dell’argine al 2006, cioè 13 anni fa. In particolare, l’ordine di evacuazione – è emerso ieri – dipende da un calcolo abbozzato in una relazione di quell’anno che ipotizza che, se l’argine collassa, le strutture entro 400 metri possono esser danneggiate. Questa ipotesi però non tiene conto del rafforzamento dell’argine fatto negli anni successivi. Dunque quel che manca al Piano sono dati più aggiornati. In proposito De Bianchi ha spiegato che, nell’ambito dei lavori del piano strutturale, il Comune sta studiando la magnitudo idraulica per capire se gli edifici vicino al fiume siano a rischio.

«Il compito di decidere se una simile misura debba essere inserita nel Piano di protezione civile è dei consiglieri comunali – commenta su Facebook Lorenzo Mascagni, capogruppo Pd – ma il nostro parere non può che essere illuminato dalle competenze dei tecnici. Tenendo conto che sulla sicurezza dei cittadini non ci sono colori politici e che è dannosa per la città tanto la superficialità quanto un inutile allarmismo. Le prime risposte tecniche parrebbero confortanti, grazie anche agli importanti lavori di consolidamento dell’argine effettuati in questi anni. Ma siamo solo all’inizio dell’approfondimento». — F.F.



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