Toscana
L’Autonova va in pensione Addio all’ultima carrozzeria
Dopo 35 anni si chiude un’attività storica del paese, che resta così “a piedi” Per Egisto, Francesco, Raffaello e Beppe tanti ricordi e un po’ di amarezza
Egisto Feri, Francesco Bianchini, Raffaello Bianchini e Giuseppe Fiori appendono le tute al chiodo e il 31 dicembre tirano giù la saracinesca della storica carrozzeria Autonova di Arcidosso. Hanno deciso di andare in pensione, anche se con una punta di amarezza e di nostalgia per quei 35 anni e più trascorsi gomito a gomito, «sempre in armonia totale e collaborando l’un l’altro», dice Egisto Feri, classe 1937, il più anziano.
La carrozzeria Autonova è l’ultima rimasta in paese e con lei se ne va via una tessera sociale del borgo: carrozzeria artigianale ma al passo con tutte le novità, punto di riferimento e di incontro, tanto che un angolo del vasto ambiente del lavoro si chiama “angolo della merenda”, dove per 35 anni non è mai mancata una pausa comunitaria a base di pane, companatico e un bicchiere di quello buono.
Autonova di Feri Egisto & C. S. n. c., chiude non certo per mancanza di lavoro. «Ce n’è dalla mattina presto alla sera tardi» racconta lo storico Egisto. Egisto ha 82 anni, Raffaello 70, Giuseppe 66 e Francesco 73. «La nostra è stata la prima autocarrozzeria in Amiata – spiega Raffaello Bianchini che oltre a fare il carrozziere è anche l’economo – nata nel 1954 come autocarrozzeria di Mario Laghi che era un’officina concessionaria di molte marche. Subentrammo a lui il 1° febbraio 1984 e fondammo la carrozzeria, costituendo una società di quattro soci».
«Il nostro lavoro – aggiungono Giuseppe e Francesco – è stato coinvolgente, artigianale davvero. Per operare su auto moderne si sostituiscono principalmente i pezzi già predisposti, ma per risistemare auto storiche occorre lavorare come ai vecchi tempi».
Tutti e quattro i soci restano, adesso, con un pizzico di amaro in bocca: «Un lavoro di passione – spiega Egisto – fatto sempre in totale armonia fra noi. Perché ciascuno ha sempre avuto il suo compito senza sovrapposizioni».
Trentacinque anni in cui Autonova ha visto cambiare Arcidosso e trasformarsi i mercati. «È cambiato il mondo – osservano i quattro soci– Pensare che oggi solo un fanalino di una Lancia Ypsilon costa 350 euro e 30 euro la manodopera. Una volta, ai tempi della lira, fra le due voci c’era un rapporto del 50%. Con quanto costa un fanalino oggi, trent’anni fa ci si riparava tutta l’automobile. Un faro costa 800 euro. Le vernici sono alle stelle. Tante volte ti vergogni a fare un preventivo».
Gli storici carrozzieri, sempre al passo coi tempi, con una clientela vastissima ed esigente, hanno mantenuto cordialità e buonumore. «Qui siamo stati bene – dicono – è stato il nostro mondo, contatti e amicizie con la gente, formazione sul campo. Perché per fare questo lavoro ci vuole amore».
«La chiusura di Autonova è un’altra grossa botta per Arcidosso – commenta l’amico Michele Nannetti –. Viene meno un vero punto di riferimento a cui decine di persone ogni giorno si potevano rivolgere per chiedere un favore. Non soltanto per riparazioni vere e propri ma anche per la estrema cortesia con cui Egisto, Giuseppe, “Pino” per gli amici, Francesco e Raffaello, si prodigavano gratuitamente per risolvere piccoli problemi tecnici. Peccato che nessuno abbia, almeno per adesso, voluto proseguire questa attività». —
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