Lutto
I giovani sono in cerca di spazi per musica, writing e free style
Il progetto Street’s rooms ha coinvolto 2.800 studenti tramite un questionario Piazze, parchi e centri commerciali sono i luoghi di incontro preferiti
. Non è facile per i giovani avere occasioni in cui confrontarsi direttamente con gli amministratori e raccontare loro la città che vorrebbero. Stavolta a rendere possibile il confronto è stato l’evento “Giovani attivi” che si è svolto l’altra settimana, grazie al progetto Street’s rooms, nei locali del centro di promozione sociale Roberto Ciabatti di via de’Barberi a Grosseto.
Duecentotrenta gli studenti delle scuole medie e del biennio delle superiori di Grosseto che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con interlocutori come l’assessora al sociale del Comune di Grosseto Mirella Milli, il direttore della Società della Salute Fabrizio Boldrini e il giudice Marco Mezzaluna in rappresentanza del Tribunale di Grosseto. Elemento di partenza dell’incontro i risultati di un’indagine svolta per conoscere abitudini e aspirazioni dei giovani attraverso la somministrazione di un questionario preparato dagli studenti del progetto Street’s rooms insieme ai professionisti del team guidato dalla coordinatrice pedagogica Francesca Pantalei. A rispondere al questionario sono stati 2800 ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 ed i 20 anni. Dalla ricerca sono emersi alcuni dati interessanti. Il 30,8 per cento dei ragazzi grossetani ha, ogni giorno, a disposizione circa due ore da dedicare ad attività extrascolastiche. L’89,9 per cento ha un gruppo di amici che frequenta almeno una volta a settimana, l’86,2 per cento è abituato a trovarsi nel pomeriggio durante i giorni di scuola e il 60,7 per cento anche dopocena. Le percentuali crescono nel fine settimana quando il 93 per cento degli intervistati esce nel pomeriggio e il 61,3 per cento anche dopocena. Le zone della città preferite sono il centro storico (con il 57, 5%) seguito da Barbanella (17, 9%) e dal quartiere Pace (12, 8%); tra i punti di ritrovo preferiti ci sono piazze, parchi pubblici e centri commerciali.
Le risposte del questionario hanno evidenziato una carenza di spazi pensati per i ragazzi ma dall’incontro è emersa anche la proposta per una possibile soluzione: attrezzare e destinare i parchi pubblici e le zone verdi ad aree pensate proprio per i giovani dove i ragazzi possono divertirsi col writing, fare musica dando vita a vere e proprie jam session o battle di free style, senza dimenticare lo sport e la possibilità di praticare parkour in sicurezza. Queste richieste sono state sottoposte direttamente agli amministratori presenti e saranno lo spunto per future attività del progetto Street’s rooms.
«È stato un momento molto bello – dice l’assessora Mirella Milli – che rappresenta in pieno lo spirito con cui abbiamo promosso il progetto, quello di imparare ad ascoltare i giovani, intercettando i loro bisogni e creando un ambiente cittadino accogliente che li allontani dai comportamenti devianti».
«Il compito delle istituzioni – ribadisce Fabrizio Boldrini – è anche questo: ascoltare i cittadini di tutte le età e provare a dare risposte».
«Continuiamo a promuovere, anche grazie alla collaborazione di associazioni ed esercenti – conclude Francesca Pantalei – modelli di aggregazione sana, dove il divertimento e lo stare insieme prescindano dall’uso di sostanze, da comportamenti sbagliati, da azioni eclatanti. L’evento “Giovani attivi” è la prova che i giovani ci seguono, hanno desiderio di condividere, di progettare insieme, di mettersi in gioco nel rispetto delle regole». —
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