Sicurezza
Ritirata la querela di Fedeli, il processo verso la chiusura
L’ex sindaco e agli assessori, accusati di diffamazione, dovevano essere sentiti Galeotti prima conferma, poi non firma la dichiarazione. Il reato sarebbe estinto
Il colpo di scena è stato servito: il processo a carico dell’ex sindaca di Massa Marittima Lidia Bai, difesa dall’avvocato Luciano Giorgi insieme a Niccolò Spadini, Flavio Zazzeri e Daniele Morandi, di Luana Tommi (difesa da Marco De Stasio e Laura Poccioni) e Luciano Fedeli, difeso dall’avvocato Alessandro Antichi, accusati di diffamazione nei confronti del consigliere comunale di opposizione Gabriele Galeotti, rischia infatti di essere finito già con l’udienza di ieri. Un’udienza che sarebbe dovuta essere centrale: in aula c’erano gli imputati, ex sindaca in testa, che avrebbero dovuto rispondere alle domande del vice procuratore onorario Pamela Di Guglielmo e del giudice Andrea Stramenga. E invece, l’interrogatorio non è stato fatto e probabilmente non ce ne sarà più bisogno. L’avvocato dell’architetto Galeotti, che aveva denunciato l’ex sindaca e la giunta comunale di Massa Marittima di diffamazione nei suoi confronti, ha consegnato all’avvocato Antichi la remissione di querela nei confronti di Luciano Fedeli. Remissione che è stata accettata immediatamente, visto che l’avvocato Antichi aveva con sé una procura speciale firmata dal suo assistito. Galeotti, per sottolineare la propria volontà, si è alzato in piedi in aula. «Ho deciso di rimettere querela nei confronti di Fedeli – ha detto – perché abbiamo raggiunto un accordo economico». Il consigliere comunale, probabilmente, era certo che quell’atto avrebbe fatto uscire dal processo soltanto l’ex assessore del Pci, oggi all’opposizione. E invece, con quella remissione, a meno di una ricusazione da parte degli altri imputati che difficilmente arriverà, il processo dovrebbe chiudersi per tutti senza una sentenza. Insomma, il processo potrebbe finire qui.
La dichiarazione di Galeotti è stata infatti verbalizzata: il suo avvocato, quando si è trovato di fronte alla prospettiva che con quella remissione di querela cadevano le accuse anche contro gli altri imputati, ha evitato di far firmare la dichiarazione a Galeotti. Ma ormai il corso del processo sembrava essere indirizzato verso la chiusura. Il giudice Stramenga ha deciso di rinviare l’udienza al 25 febbraio, per permettere a Galeotti e al suo avvocato di decidere il da farsi sulla firma da mettere sul verbale. Tempo che sarà utilizzato anche dagli imputati per scegliere se ricusare la remissione di querela e chiedere quindi di arrivare a sentenza. Una strada che difficilmente sarà scelta. «Simul stabunt vel simul cadent ( “insieme staranno oppure insieme cadranno”: è usata per indicare i casi nei quali il venir meno di una situazione ha, per conseguenza, la fine contestuale di un’altra e viceversa, ndr). La decisione è stata verbalizzata – ha detto l’avvocato Luciano Giorgi in aula – Non si può certo ora tornare indietro rispetto a questa scelta».
La decisione quindi, è rinviata all’udienza del 25 febbraio: in questi mesi saranno analizzate anche le più recondite pieghe del diritto per capire se ci sia o meno un’alternativa rispetto a quella prospettata ieri mattina in aula. —
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