Il Tirreno

Grosseto

«Attività in aumento: in media gestiamo 150 richieste all’anno»

stefano fabbroni
«Attività in aumento: in media gestiamo 150 richieste all’anno»

La missione delle volontarie Nunzia Capasso e Barbara Orienti che promuovono progetti socio-sanitari dal novembre 2013 

4 MINUTI DI LETTURA





LA STORIA

stefano fabbroni

C’è un’associazione che si occupa di anziani soli e in difficoltà motorie attraverso un sostegno importante e continuo svolto da personale specializzato. Un’assistenza non solo fisica ma anche morale per chi, per condizioni precarie di età e di salute, non riesce più a essere autonomo e rischia di pesare alla famiglia che non sempre può essere presente a sostenerlo.

Officina Famiglia onlus, dal novembre 2013, si occupa di tutto questo. Ma non solo. Perché Nunzia Capasso e Barbara Orienti (in foto da destra a sinistra) le due colonne portanti nonché le fondatrici della onlus, rispettivamente presidente e vice, hanno messo tutto il loro impegno per far crescere questa loro “creatura”.

«La volontà di creare quest’associazione – dice Nunzia Capasso – nasce dalle rispettive esigenze familiari mie e di Barbara». Nunzia di professione è assistente sociale, conosce bene il mestiere, sa come interagire con i propri pazienti, mentre Barbara ha competenze che sfociano in campo amministrativo. Entrambe sanno essere complementari così da portare avanti una delle realtà che si sta affermando in campo socio-sanitario.

«Sono presidente ma solo “sulla carta” – spiega Capasso – perché in realtà siamo in due a gestire tutto il lavoro che ogni giorno ci arriva sul bancone. Ci siamo divisi i compiti, io mi sto dedicando più alle relazioni esterne come l’accoglienza e la familiarità con il paziente». L’attività è in continuo fermento, le richieste di intervento sono in aumento e in media all’anno, dal 2013, sono arrivate a toccare quota 150.

La storia di questa giovane onlus è semplice. «A un certo punto ci siamo convinte che sarebbe stato giusto affrontare insieme un percorso lavorativo rimettendoci in gioco – continua – e allora abbiamo messo su Officina Famiglia ma solo dopo aver rinunciato ad alcune proposte di franchising che ci erano arrivate ma che non rispecchiavano esattamente il nostro modo di lavorare».

Rimboccarsi le maniche e partire con un progetto chiaro: questo lo stile con cui Nunzia e Barbara hanno intrapreso questa strada e i risultati, in sei anni, non si sono fatti attendere: la squadra al momento è composta da un team di venti operatori, fra infermieri e assistenti. «Siamo nati per dare sostegno non solo al paziente – prosegue Capasso – ma anche alla sua famiglia che richiede il nostro intervento di giorno ma spesso e volentieri, quando è il caso, anche di notte. Abbiamo un numero di telefono cellulare (vedi box a fianco) a cui molte persone si rivolgono e che vogliamo venga composto da chi ne ha bisogno». A quel numero Nunzia e Barbara prendono appuntamento con le famiglie, vanno a domicilio a parlare con loro, ne comprendono le esigenze e, infine, iniziano a entrare in contatto con l’anziano prima di sottoporlo alle terapie. «Disponiamo di operatori qualificati – racconta – tutti in possesso dei requisiti e le conoscenze tipiche dell’assistenza di base come il controllo dell’igiene, la somministrazione di cure farmacologiche fino al servizio di psicologia. Molti di loro hanno già una formazione ma per certi casi specifici provvediamo noi a dare quelle competenze, specie nel campo dell’assistenza sociale, che potrebbero essere utili al professionista». Un gruppo affiatato di collaboratori storici e nuovi che si riuniscono periodicamente: questo è il segreto di Officina Famiglia.

«Alcuni sono rimasti, altri sono stati sostituiti perché hanno preso altre strade ma ciò che conta è il confronto fra noi perché una collaborazione va avanti anche attraverso lo scambio di esperienze». Il loro ambito di operatività si “limita” al comprensorio comunale e non si estende a quello provinciale. «Questo lavoro è particolare e richiede una presenza continua degli operatori, quindi la vicinanza di città e frazioni ne facilita lo svolgimento».

L’assistenza viene data persino a quelle figure ormai familiari presenti nelle abitazioni, come la badante. A proposito, negli ultimi anni Officina Famiglia ha dato vita all’iniziativa “Trova Badante” in collaborazione con la Confartigianato che permette alle famiglie di essere seguite nella ricerca accurata e consapevole di personale, italiano e straniero, in grado di prestare una permanente assistenza all’anziano. Ma non basta, perché l’associazione è sempre attiva con postazioni mobili durante i più importanti eventi sociali e di richiamo a livello comunale. Sono molte anche le collaborazioni che Officina Famiglia ha avviato fin dalla sua nascita.

«Oltre a rispondere positivamente alla richiesta di Cesvot – aggiunge – abbiamo stretto una sinergia con il gruppo delle farmacie Severi di Grosseto per ogni attività che vogliamo sviluppare nel corso dell’anno. E per i prossimi mesi ci sono novità in cantiere che riguardano alcuni eventi di animazione, attualmente allo studio, che interesseranno gli anziani».

Questo anche se lo statuto indica come destinatari del percorso assistenziale le persone dai 18 anni in su; «ma noi siamo concentrati sulle persone anziane come gli ultra ottantenni e novantenni – conclude Capasso – che sono tantissimi e con i quali riusciamo a stabilire un legame davvero molto forte». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web