Gioco
Croce rossa di Castiglione 60 anni di grande volontariato
L’associazione è ormai una certezza nella vita di tutta la comunità, grazie ai suoi “angeli” Presidente è il giovane Emanuele Montefalchesi. Accanto a lui opera un gruppo affiatato
LA STORIA
A fare grandi le storie sono anche i grandi personaggi. E la sezione della Croce Rossa di Castiglione della Pescaia da oltre 60 anni è un luogo che accompagna la vita di tutti i giorni dei castiglionesi. Un’associazione imprescindibile in tutti i sensi, sempre disponibile 24, e che nei decenni è diventata una vera macchina della solidarietà che non dice mai di no. Chi ha però avuto la prima visione e l’ha fatta nascere è stato il compianto dottor Mauro Sili, all’inizio di quello che in Italia è conosciuto come il boom economico.
Con la nascita anche del villaggio di Riva del Sole si capì e si ebbe l’esigenza che serviva avere un punto per le emergenze, e il dottor Sili, il medico condotto storico, amatissimo di Castiglione della Pescaia, insieme alla sua assistente Maria Massai, la prima crocerossina e memoria storica, mise le basi di quella che oggi è la sezione della Croce Rossa. Un comitato, quello castiglionese, che ha attraversato momenti di tutti i tipi: oggi il presidente è il giovane Emanuele Montefalchesi, novello sposo e che durante il suo mandato ha trovato il tempo anche di laurearsi in scienze agrarie all’Università di Pisa.
Il prossimo febbraio tra l’altro, la Cri di Castiglione andrà a nuove elezioni e Emanuele non ha ancora deciso se ricandidarsi: «Non so se mi ripresento – dice Montefalchesi in carica dal 2016 – quello che però è certo è che la Croce Rossa negli ultimi anni ha subito molti cambiamenti, tra servizi e obblighi. Dobbiamo stare al passo con i tempi e non è facile coniugare l’amore verso questa famiglia e gli impegni lavorativi e familiari affettivi». Oggi oltre al presidente Montefalchesi del consiglio direttivo fanno parte Laura Manieri come vice presidente, e i consiglieri Laura Capecchi, Federico Magazzini e Jessica Biancalani, moglie di Emanuele, della sezione giovani della Cri, un’altra branca della sezione castiglionese. Un gruppo affiatato, che entrato in carica ha ereditato qualche problema che sembrava enorme: «Sì, è vero – racconta il presidente – soprattutto la situazione economica non era delle migliori e abbiamo faticato a capire come muoverci. L’unica strada era quella di rimboccarsi le maniche e lavorare duro, senza piangerci addosso. In qualche modo siamo riusciti a rimettere in ordine i conti, e appunto negli ultimi quattro anni i bilanci ci sorridono. Se possiamo dire di essere sulla strada giusta lo possiamo dire soprattutto grazie all’amore che i cittadini di Castiglione hanno verso questa associazione. Ci sono tanti ringraziamenti da fare, in particolare ad alcuni studi professionali come quello dello studio legale Tavarelli e associati, lo studio d’ingegneria Ferrari, lo studio Demi e anche altre persone veramente speciali che nell’ombra hanno dato consigli decisivi e concreti su come affrontare la situazione». La Cri però, oltre a svolgere molte mansioni, rimane l’eccellenza del soccorso. «Il lavoro della sezione di Castiglione si divide in due stagioni – conferma Montefalchesi – quello invernale e quello estivo, con l’esplosione dei turisti che moltiplicano in modo esponenziale gli interventi. Se in inverno ci occupiamo principalmente dei servizi assistenziali per viaggi e terapie, circa 500-600 uscite, in estate dipendiamo dalla centrale operativa, con una stima di migliaia di interventi. Possiamo contare in questo caso sull’aiuto che ci arriva dagli altri comitati italiani: noi diamo vitto alloggio e il “mare”. E poi non possiamo scordarci della nostra presenza come assistenza alle manifestazioni sportive di tutti i tipi, che nel nostro comune sono davvero tante e di tutti i tipi».
Durante l’anno la Cri ha un fitto calendario di attività: la più importante è sicuramente quella del reclutamento. Oggi la sezione castiglionese vanta oltre 100 volontari in essere, anche se quelli che effettivamente si rendono disponibili sono decisamente di meno, una quarantina. Numeri importanti, ma che hanno bisogno di ricambi e di essere incrementati sempre. «Facciamo le campagne di formazione – sottolinea Montefalchesi – con i corsi aperti a tutti. Importante è l’informazione con le scuole rivolta ai bambini, sia per i genitori che per gli insegnanti e gli studenti. Abbiamo messo in cantiere un progetto con la Vab (nucleo antincendio boschivo) e la Misericordia di Buriano per gli interventi della protezione civile. E la raccolta fondi con due eventi significativi: la cena sociale di solito a marzo e quella estiva sulla banchina. Quest’anno abbiamo anche una scuola di canto della Cri con circa 15 persone: sabato 21 dicembre la prima uscita all’auditorium delle scuole medie con il concerto inaugurale». — Enrico Giovannelli
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