Gioco
Pam, scongiurati i licenziamenti fino al 29 febbraio
Firmato un accordo ponte I dipendenti rinunciano al 15% dello stipendio sperando nella chance della solidarietà in proroga
grosseto. I dipendenti dei due supermercati grossetani a marchio Pam possono tirare un sospiro di sollievo: per ora. Nei giorni scorsi Massimiliano Stacchini di Filcams Cgil, Katiuscia Biliotti di Fisascat Cisl e Elisabetta Lanzoni di Uiltucs Uil hanno incontrato le rappresentanze del Gruppo veneziano Pam e da lì ne è uscito un accordo: tutti i dipendenti dello store di via de’ Barberi e di via Sabotino rinunciano al 15 per cento dello stipendio ma – per il momento – salvano il loro posto di lavoro. Si tratta di un accordo con scadenza il 29 febbraio siglato a livello provinciale, mentre nel frattempo rimane aperta la vertenza Pam di status regionale, per cui in Toscana – secondo le informazioni in possesso dei sindacati – si stimano in bilico otto negozi del marchio “Il più a meno”, tra i quali ci sono i due market grossetani.
l’accordo
Erano gli inizi di ottobre quando il Gruppo Pam annunciò l’avvio della procedura di licenziamento collettivo che a Grosseto avrebbe riguardato nove unità. La crisi rimane tutta ma la contrattazione, legata a doppio filo con la ragionevolezza mostrata dai dipendenti – ha portato a un risultato. Su base volontaria, ma hanno aderito tutti, i dipendenti si sono autoridotti l’orario di lavoro: a conti fatti, su uno stipendio medio di 1. 200 euro, rinunciano a circa 180 euro (il 15%). «Si tratta – spiega Massimiliano Stacchini, segretario provinciale di Filcams Cgil – di un accordo-ponte in attesa di agganciare a marzo, con la nuova Legge Finanziaria, la chance degli ammortizzatori sociali in proroga», ovvero, i contratti di solidarietà, che sono ammessi per tre anni in un quinquennio; e i dipendenti dei due supermercati grossetani Pam escono già da quattro anni di solidarietà, tre più uno in proroga. L’ammortizzatore sociale è scaduto il 17 novembre, da lì l’accordo ponte che li tutela fino alla fine di febbraio.
la crisi
«Quella trovata è una soluzione temporanea – osserva Katiuscia Biliotti, segretaria provinciale di Fisascat Cisl – ma possiamo dire che per ora i licenziamenti sono scongiurati. I dipendenti contribuiscono così a alleggerire il costo del personale che, a detta del Gruppo Pam, è troppo alto. La crisi di Pam è una crisi del settore della Gdo a livello regionale e nazionale e, a Grosseto, in particolare, si aggiunge un’offerta sterminata» dei marchi della Gdo.
il buon senso
Stacchini e Biliotti sottolineano «la ragionevolezza dimostrata dai dipendenti e il loro attaccamento a Pam e al posto di lavoro». «Sono ammirevoli» concordano Cgil e Cisl. Nell’incontro è stato firmato anche un accordo per la mobilità: per trasferimenti su base volontaria; per uscite su base volontaria sostenute con incentivi all’esodo; per riduzione permanente dell’orario di lavoro cioè per passaggio da full-time a part-time. –
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