Il dolore
L’isola resta senza traghetto e il sindaco chiama la prefetta
Venerdì dopo l’ultimo sbarco il Giglio è rimasto scollegato dalla terraferma Ortelli chiede un tavolo aperto: «C’era solo un’allerta gialla: il porto non è sicuro?»
ISOLA DEL GIGLIO. L’isola del Giglio, venerdì sera, è rimasta senza traghetto. Il Giuseppe Rum, dopo aver effettuato l’ultima corsa, ha sbarcato i passeggeri ed è ripartito alla volta di Porto Santo Stefano. Un fatto che ha destato polemiche e anche preoccupazione da parte dei cittadini che si sono sentiti isolati dalla terraferma. Perplesso anche il sindaco Sergio Ortelli.
«Faccio salva la decisione del comandante – spiega il sindaco – che avrà deciso per la sicurezza». Il primo cittadino, pur consapevole che il comandante non è tenuto a dare comunicazione al sindaco delle sue decisioni, avrebbe voluto sapere che l’isola sarebbe rimasta senza il traghetto. «Vorrei capire se il porto sia diventato non sicuro. Questo me lo devono dire».
Per questo motivo ieri il sindaco ha immediatamente contattato la prefetta di Grosseto, Cinzia Torraco, per chiedere un tavolo aperto per discutere della questione. «Un tavolo – aggiunge – a cui siano presenti l’Autorità Marittima, le Compagnie, l’Autorità Portuale, la Regione Toscana e naturalmente il Comune».
Ortelli precisa che nessuno vuole che «il traghetto parta col mare mosso mettendo a repentaglio la sicurezza del personale e dei passeggeri – dice Ortelli – Non contesto il comandante nel quale ho massima stima ma ho bisogno di sapere se il nostro porto sia o meno ritenuto sicuro. Devo capire perché, con una allerta gialla, il traghetto è andato via».
Matteo Savelli, amministratore delegato di Toremar, spiega quanto successo.
«Il comandante ha preso la decisione più saggia che potesse prendere. Si è confrontato anche con il comandante del porto di Isola del Giglio e insieme hanno convenuto di prendere questa decisione, ossia quella di portare la nave a Porto Santo Stefano. Dal punto di vista del servizio – dice Savelli – non c’è stato nessun disservizio dato che abbiamo fatto l’ultima corsa e poi ci siamo trasferiti a Porto Santo Stefano. I traghetti poi oggi (ieri per chi legge) proprio a causa del mare non sono partiti».
Toremar non può dire che il porto non sia sicuro.
«Noi pensiamo alla sicurezza della nave – dice l’amministratore delegato – e pensiamo che se la nave fosse rimasta sull’isola avrebbe potuto rompere dei cavi e fare dei danni e quindi anche col tempo migliore poi non sarebbe potuta ripartire. Non siamo in grado se il porto sia agibile o non agibile».
Savelli tiene a precisare che i suoi rapporti con il sindaco dell’isola sono ottimi e c’è massimo rispetto e stima. «Nel passato ci siamo sempre sentiti per risolvere qualsiasi problema – conclude –. La compagnia è a disposizione del sindaco e dell’isola per risolvere ogni situazione». Resta da capire se il porto del Giglio sia o meno un porto sicuro. —
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