Sicurezza
«Zona rossa stabilita in base a dati vecchi»
grosseto. Uno dei punti da migliorare, nel Piano di protezione civile, secondo Pd e Lista Mascagni,è quello di «verificare se la tavola del rischio idraulico del fiume Ombrone per l’abitato di Grosseto, qualificata dalla suddivisione della città in tre zone, sia ancora attuale oppure se debba essere aggiornata» e con essa le zone di rischio. Un punto che diventa dirimente.
Il Piano prevede che quando l’Ombrone sale a 6,5 metri all’idrometro del Berrettino, il sindaco ordini l’evacuazione degli abitanti della zona, quella cioè della Scansanese, dell’Alberino, della Saracina e dei Crespi, entro i 400 metri dall’Ombrone.
La ragione è che, se l’Ombrone tracima e distrugge l’argine, significa che la sua forza può danneggiare le strutture degli edifici, che possono crollare. Insomma, uno scenario davvero apocalittico. Ma tant’è.
Il punto è che il Piano stabilisce questo scenario sulla base di quelle che erano le condizioni del fiume e dei suoi argini prima degli interventi di consolidamento eseguiti negli ultimi anni, dato che la parte analitica e descrittiva è ferma alla versione (dello stesso Piano) del 2010.
Ma se l’argine è stato consolidato, è davvero ancora così pericolosa quella zona? O forse la si può classificare meno a rischio?
Insomma, il Piano che il consiglio era chiamato ad approvare è stato stilato su dati non aggiornati. E lo stesso sindaco, che è poi «quello che rimane con il cerino in mano», come ha detto lui stesso, ha espresso «la necessità di avere un piano attuale». —
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