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Terzo e Casalone, sì alle varianti Ma si costruirà il 10% in meno

Terzo e Casalone, sì alle varianti Ma si costruirà il 10% in meno

Nella zona dell’Aurelia Nord  si torna a un intervento turistico-ricettivo. Rammaricato l’assessore Rossi, per il Pd consumo di suolo eccessivo

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grosseto. Tre varianti urbanistiche che avranno un impatto su Grosseto. Il consiglio comunale le ha approvate ieri, subito prima di votare l’avvio del procedimento per la redazione del nuovo strumento urbanistico.

Le tre varianti, approvate con il voto favorevole anche di Gino Tornusciolo (gruppo misto) e Francesca Pepi (Maremma Migliore), riguardano altrettanti interventi, due nella zona del Casalone e uno nella zona del Terzo. Quest’ultimo prevede un’altra struttura turistico ricettiva di qualità, a servizio dell’azienda già esistente. Le altre due varianti, in particolare quella relativa alla lottizzazione di via Alberto Sordi, hanno impegnato il consiglio comunale in una lunga discussione. La prima delle due, è quella relativa al Casalone-via Aurelia Nord attraverso cui si ripianifica un intervento turistico ricettivo.

Una sorta di ritorno alle previsioni originarie, dopo il tentativo, arenato, di aggiungere anche una previsione residenziale. Non ha nascosto il proprio rammarico l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi che ha anche auspicato di poter riscrivere la cosa in sede di redazione del nuovo strumento urbanistico.

Centrosinistra e Movimento 5 Stelle, rispetto al voto contrario dato il 5 luglio, in sede di adozione della variante, si sono astenuti di fronte a quello che è stato valutato come un passo indietro obbligato. «È saltato l’accordo tra i soggetti privati interessati – ha sottolineato Lorenzo Mascagni (Pd) – ma quella variante non aveva nemmeno l’apprezzamento dei tecnici della Regione. In ogni caso risulta migliore di quella adottata a luglio».

Più complessa la discussione per la lottizzazione di via Alberto Sordi, la cui variante è stata approvata con il voto contrario del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle. Lì, in una fascia di terreno tra la ferrovia e la strada, si prevede la realizzazione di un complesso residenziale e di un centro polifunzionale cicloturistico. Mascagni ha rimarcato il fatto che, per quanto prevista nel perimetro urbano, quell’area viene considerata sia dalla commissione per la valutazione di impatto strategico che dai tecnici della Regione, un’area agricola e l’intervento viene valutato un consumo di suolo eccessivo sproporzionato. Il Comune è andato incontro alle osservazioni riducendo le previsioni edificatorie del 10 per cento. Troppo poco, secondo le opposizioni. Il capogruppo del Pd ha ricordato anche che se questa variante non fosse stata approvata prima dell’avvio del procedimento del nuovo strumento urbanistico, su quei terreni non si sarebbe più potuto costruire. La capogruppo del Movimento 5 Stelle Francesca Amore ha contestato il presupposto per cui Grosseto sia una città in crescita. Una contestazione che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Bruno Ceccherini, ha respinto al mittente, dati alla mano. Ceccherini ha ricordato anche che queste varianti porteranno investimenti per alcune decine di milioni di euro (circa 50 solo la variante di via Alberto Sordi) che significano lavoro diretto e indotto per le imprese e i professionisti grossetani. —

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