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Direttivo “decimato”, Parco delle miniere in difficoltà

Dopo i tre assenti ingiustificati  decaduti a luglio, le dimissioni  di Fosco Fortunati lasciano  solo tre consiglieri, insufficienti  per approvare il bilancio

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amiata. Il Parco Museo delle miniere dell’Amiata, unico ente che mette insieme le realtà di entrambe le province di Grosseto e Siena, non ha più il numero di consiglieri sufficienti per gestire l’ente e per approvare il bilancio 2020 «che in linea tecnica è già stato predisposto completo del parere del collegio dei revisori dei conti».

Così scrive il direttore del Parco, Daniele Visconti, al Ministero dell’ambiente, alla Regione Toscana, al Presidente del Parco Franco Maria Pizzetti e al collegio dei revisori dei conti, illustrando la situazione che si è creata dal 12 novembre, data delle dimissioni di Fosco Fortunati.

Visconti avverte il Ministero che nel direttivo sono rimasti solo tre consiglieri, oltre al presidente: Luigi Vagaggini, nominato dal Ministero dello sviluppo economico, Alfero Pizzetti, indicato dall’Unione comuni Amiata Val d’Orcia e Federico Balocchi per l’Unione comuni Amiata grossetana.

Oltre al dimissionario Fortunati sono stati dichiarati decaduti l’11 luglio scorso per assenze non giustificate Agata Patanè, Anna di Bene, Massimiliano Quercetani.

Con tre consiglieri su otto «non si raggiunge il numero minimo di componenti previsto dallo Statuto del Consorzio e si richiede di assumere provvedimenti di competenza per il funzionamento dell’ente», dice Visconti.

Che potrebbe succedere? «Aspettiamo comunicazioni ufficiali del Ministero – dice Visconti al Tirreno – che potrebbe autorizzarci a procedere se pure in numero ridotto oppure potrebbe fare altre nomine per permetterci di operare. Per ora non sappiamo nulla».

Il Parco museo delle miniere dell’Amiata fu costituito nel 2002, per riconvertire a scopi turistici e di ricerca le miniere di mercurio chiuse da tempo. Si prefiggeva, oltre alla messa in sicurezza, al recupero dei manufatti ed alla tutela ambientale dei siti minerari, la conservazione degli archivi, la promozione degli studi, la raccolta delle testimonianze e la valorizzazione turistica del Parco. Con finalità gestionali, fu costituito, dunque, un Consorzio, composto da: ministero dell’Ambiente, ministero dei Beni Culturali, Regione Toscana, Province di Siena e Grosseto; Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia; Unione dei Comuni Amiata Grossetana; Comuni di Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio, Radicofani, Castell’Azzara, Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Roccalbegna, Cinigiano, Semproniano.

Da notare come le Province di Siena e Grosseto non abbiano mai nominato membri.

Il parco è stato anche di recente al centro della denuncia di Vagaggini, che ha messo in evidenza il degrado del villaggio del Siele, lasciato in totale abbandono. Ed era stato ancora Vagaggini, nel 2016, a attivare la procedura per il riconoscimento Unesco, facendo notare che «le miniere di mercurio di Abbadia, Cornacchino, Morone e Siele, sono, con quelle spagnole e della Slovenia, le più grandi e spettacolari d’Europa e del mondo». —

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