Gioco
Una cartolina spedita nel 1915 e mai arrivata a destinazione
Era stata imbucata a Caporetto da un soldato, trovata dentro a un libro in Puglia: si cercano i discendenti del destinatario
MASSA MARITTIMA. Sono passati 104 anni e 5 mesi dal giorno in cui un soldato, probabilmente massetano, inviato al fronte, prendeva carte e penna e scriveva all’amico Bino, rimasto a Massa Marittima.
Quella cartolina, però, non è mai arrivata a destinazione e, per qualche misterioso motivo, è rimasta chiusa per tantissimi anni all’interno di un libro conservato nel salotto della signora Adalgisa Nuccio, all’estremo opposto rispetto al luogo dal quale era stata spedita: Adalgisa, oggi defunta, viveva a Tiggiano, in provincia di Lecce, e la cartolina era stata imbucata il 20 luglio del '15 a Caporetto, in Slovenia, luogo noto per la terribile battaglia avvenuta nel 1917.
Come abbia fatto quel rettangolo di carta a percorrere l’intera costa adriatica per più di mille chilometri e finire poi nella libreria della signora Adalgisa è un mistero, anche perché sulla cartolina compare il timbro della posta militare, fatto a Caporetto proprio il 20 luglio 1915, ma non compare nessun altro timbro.
La cartolina inviata all’amico “Bino” è rimasta chiusa all’interno di un libro per anni e anni in Puglia finché, in seguito alla morte della signora Adalgisa, il libro non è arrivato nelle mani del nipote, Franco Chille Nuccio. Franco, vedendo la strana cartolina si è subito chiesto come questa potesse essere finita nel libro della zia, e ha iniziato a fare delle ricerche che lo hanno portato fino a Massa Marittima. «Dentro al libro di mia zia ho trovato due cartoline – spiega Franco Chille – la prima era destinata a Soragna, in provincia di Parma, e grazie ai social sono già riuscito a ritrovare i parenti del destinatario; la seconda, invece, era indirizzata a Massa Marittima e sto cercando di risalire alle famiglie protagoniste di questa storia».
La grafia del militare al fronte che ha scritto la cartolina è bella quanto difficile da decifrare, e sui nomi ci sono alcune incertezze: il mittente sembra essere Luigi Calastri, mentre il destinatario è sicuramente Bernardino Carboncini, noto personaggio massetano attivo in politica. «Caro Bino – scrive il militare usando un diminutivo per Bernardino – Grazie delle vostre belle parole. Faremo per l’Italia ciò che occorrerà. Sapremo in ogni evento esser degni della nostra Massa e dei nostri predecessori. Baci e saluti agli amici cari». «È tutto un gran mistero» dice Franco Chille Nuccio, 46 anni e grande appassionato di storia .
«Mia zia è morta due anni fa a 88 anni e purtroppo non posso più sapere perché quelle cartoline siano finite dentro a quel libro. Le ho trovate per caso, rimettendo in ordine tra le sue cose e mi sono appassionato alla vicenda. Ho fatto delle ricerche: Bernardino Carboncini era un massetano molto attivo all’epoca, antifascista e repubblicano. Nella cartolina c’è poi il timbro di partenza ma non di arrivo, a dimostrazione del fatto che non è mai arrivata a destinazione. Colpisce poi il tenore del testo – continua Chille – Se la prima cartolina, quella indirizzata a Soragna, aveva un tono familiare, questa è molto patriottica, si afferma di tenere alti “i valori della nostra Massa”». «Sono un grande appassionato di storia – dice Chille – e per me è stato un invito a nozze ritrovare queste due cartoline, la speranza adesso è di ritrovare i parenti dei protagonisti di questa storia, mi piacerebbe poter mettere nelle loro mani qualcosa che apparteneva ai loro avi».
Il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini ha condotto alcune ricerche negli archivi dell’anagrafe di Massa Marittima: «Conoscevo già la figura di Bernardino Carboncini, padre storico del repubblicanesimo massetano – dice Giuntini – e negli archivi ho trovato la data di nascita e di morte: era nato nel 1867 ed è morto a 101 anni nel 1968. Di Luigi Calastri invece non ho trovato notizia ma forse esiste una lapide al cimitero, è una cosa da verificare. Sicuramente non è nato in questo Comune, altrimenti ne avrei trovato traccia nei registri».
A Massa Marittima sono presenti diverse persone che di cognome fanno Carbonicini e Calastri e la speranza di Franco Chille è che si facciano avanti. «Vorrei mettere nelle mani dei discendenti un pezzo di storia – conclude Chille – a Tiggiano in poco tempo siamo riusciti a risalire agli eredi della prima cartolina ritrovata nel libro di mia zie e mi piacerebbe che anche la seconda arrivasse a destinazione».
Intanto sulla pagine Facebook dedicata alla città di Massa Marittima il tam tam è partito e c’è già chi si è messo a disposizione per dare una mano nelle ricerche. —
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