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Rifiuti, conti pubblici e gestione del sistema: "I cittadini devono avere i dati mai forniti"

Francesca Ferri
Roberto Barocci (foto Agenzia Bf)
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Roberto Barocci (foto Agenzia Bf)

Dopo le risposte parziali sotto la passata amministrazione, il Forum Ambientalista torna a chiedere la rendicontazione 

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GROSSETO. Ogni volta che un grossetano infila correttamente una bottiglia di plastica nel bidone del multimateriale, o dei vecchi giornali in quello della carta e cartone, risparmia sulla bolletta dei rifiuti.

Quella bottiglia e quei vecchi giornali, come tutti i rifiuti che finiscono nella raccolta differenziata, non sono uno scarto ma nuove materie prime (dette prime seconde) che Sei Toscana, per conto del Comune, rivende e ci incassa soldi. Soldi che contribuiscono poi a coprire i costi di raccolta e gestione dei rifiuti, alleggerendo la quota a carico dei cittadini.

Ma di quanti soldi si parla? Quanto frutta la vendita della carta e del cartone, della plastica, del tetrapack, del vetro e di tutte le altre frazioni che i grossetani, con spirito civico e anche con qualche sacrificio, hanno non già “buttato via” ma conferito secondo le regole della raccolta differenziata? In altre parole: dov’è il resoconto dei risparmi?

Roberto Barocci, coordinatore del Forum Ambientalista, è tornato a porre la domanda all’amministrazione comunale di Grosseto e lo ha fatto nei giorni scorsi a Castiglione della Pescaia in un incontro pubblico organizzato dall’associazione Mosaico. L’ultima volta che il professore aveva chiesto questi dati al Comune è stata durante l’amministrazione Bonifazi (centrosinistra).

Per anni il Forum Ambientalista ha denunciato la gestione lacunosa della raccolta dei rifiuti, lo scandalo della convenzione capestro che fino al 2040 obbliga i Comuni a conferire all’impianto Futura delle Strillaie rifiuti indifferenziati in quantità superiore all'effettiva produzione, lo stesso impianto sovradimensionato rispetto ai rifiuti trattati, i ritardi nel rendere omogenea la raccolta differenziata, le resistenze a adottare il porta a porta, l’Ato troppo grosso (104 comuni), l’intreccio di partecipazioni societarie tra le aziende che formano Sei Toscana, intreccio che confluisce sull’inceneritore di Scarlino. E, ultima ma non per importanza, l’impossibilità per i Comuni di controllare l’operato di Sei, dato che manca un regolamento (a 5 anni dall’avvio del contratto, solo il 12 settembre scorso è stato sottoscritto un testo base ma non è ancora operativo perché manca la “condivisione con il gestore”, cioè Sei).

Tutte circostanze che – ha sempre sostenuto il Forum Ambientalista – zavorrano il sistema, impediscono di raggiungere gli obiettivi di differenziata fissati per legge (dovremmo essere al 65%, indugiamo al 37%) e costringono a pagare l’ecotassa (in provincia sono 2 milioni di euro). «Il risultato è che a Grosseto la Tari è la più alta del centro nord Italia», torna a ripetere Barocci.

Che, tra le pecche del sistema, ha individuato anche la mancata rendicontazione puntuale, da parte di Sei Toscana, dei ricavi dalla vendita di ciascuna frazione di rifiuto, in barba al contratto di servizio che la prevede mensilmente.

All’epoca il Forum ingaggiò un animata discussione con l’amministrazione comunale, in particolare con l’assessore ai rifiuti Giancarlo Tei, che sosteneva che «i dati c’erano». Di diverso avviso il collega di giunta Paolo Borghi, che era vicesindaco e assessore al Bilancio. «Borghi ci dette ragione – ricorda Barocci –, chiese anche lui di avere i dati ed espresse la volontà di cambiare le regole, perché i ricavi andassero al Comune e non al gestore».

In realtà, dopo la richiesta formale a Sei Toscana nel giugno 2014 e dopo mesi di solleciti, nel febbraio 2015 il Forum Ambientalista ottenne solo dati parziali: Ecolat e Sei Toscana si trincerarono dietro la presunta riservatezza del dato economico e non fornirono i dettagli dei ricavi; Ecotrasporti non rispose. «Da allora non siamo più usciti pubblicamente sull’argomento – spiega Barocci – perché nel frattempo si è insediata una nuova giunta, con una nuova assessora all’ambiente (Simona Petrucci) che ha introdotto diversi cambiamenti. Io non sono qui per fare attacchi politici, quindi in questi tre anni e mezzo sono rimasto a guardare. Ora però è il momento di parlare, perché i risultati sono scarsi, la raccolta differenziata non è aumentata in modo significativo, continuiamo a pagare una Tari troppo alta, è stato tolto il porta a porta ed è stato uno sbaglio, rimangono sistemi diversi di raccolta sul territorio, rimangono gli interessi delle aziende sull’incenerimento. Insomma, servono risposte e servono quei dati. I cittadini hanno diritto di sapere cosa pagano e quanto risparmiano con la differenziata». —
 

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