Il Tirreno

Grosseto

maltempo

Racconto choc: "Il tornado è entrato e ha risucchiato tutto: mio figlio si è salvato incastrato nella porta"

Ivana Agostini
Domenico Giovani e Sabrina Primati
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Domenico Giovani e Sabrina Primati

Sabrina Primati, il marito e due bimbi sono fra le 28 famiglie sfollate nell’Orbetellano dopo la tromba d’aria

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ORBETELLO. Gli abitanti della Fornace la notte fra il 16 e il 17 novembre non la dimenticheranno mai. Una notte che non avrebbero mai immaginato. Fra le 28 famiglie colpite dal tornado che si è abbattuto sulla zona dalla Feniglia a San Donato, nel comune di Orbetello, ci sono Domenico Giovani e Sabrina Primati.

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Una coppia che alla Fornace è arrivata circa un anno e mezzo fa. Hanno comprato un appartamento al primo piano di una casa di campagna e da allora, con le loro forze, la stanno ristrutturando. Hanno rinunciato spesso ai sabati e alle domeniche al mare per lavorare alla loro nuova casa, per farla come avrebbero voluto. Quella notte stavano aspettando, come molte altre persone, l’evacuazione per la piena del fiume Albegna.

«Il pericolo – racconta Sabrina – lo aspettavamo dal basso e invece è arrivato dall’alto». Un pericolo inatteso, contro il quale nessuno era pronto a fare i conti. Sabrina e Domenico hanno anche due bambini, Mirko di 7 anni e Nicola di 12. Proprio Nicola è rimasto ferito a un braccio durante i pochi secondi in cui la tromba d’aria ha devastato la loro casa.

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«Stavamo all’erta perché sapevamo che la situazione del fiume Albegna era davvero seria – dice Sabrina – Abbiamo preparato alcune cose da mettere in valigia, abbiamo svegliato i bambini e sono scesa al piano terreno a chiedere a Wanda (la signora che abita di sotto) di salire. Lei è però rimasta di sotto affidandomi dei documenti da portare al piano superiore per metterli al sicuro. Alle 3,48 ho chiamato mia mamma per non presentarmi senza preavviso nel cuore della notte. Le ho detto che stavamo aspettando di essere evacuati. Così – aggiunge come se stesse rivivendo attimo per attimo questi istanti – ci siamo messi ad aspettare in cucina. Ogni tanto guardavamo dalla finestra per vedere se arrivavano a portarci via».

La casa di Sabrina è in fase di ristrutturazione. C’era quindi una porta finestra chiusa con del nylon a cui era appoggiato un trave. «Lunedì dovevano montare la finestra – spiega la donna – Abbiamo sentito il telo di nylon sbattere più forte e mio marito era preoccupato. Ci siamo avvicinati alla finestra e come io ho toccato la trave che teneva il nylon qualcosa me lo ha risucchiato dalle mani. Sono corsa in cucina ma a quel punto le luci di sono spente».

Sono stati secondi lunghi quanto una vita. Momenti interminabili in cui Domenico e Sabrina non sapevano più dove fossero i bimbi. Si chiamavano per non perdersi. «Gridavamo ma in quel momento il tornado è entrato dalla camera da letto e facendo tiraggio mi è uscito dalla sala. Una vera esplosione in casa io non l’ho avuta grazie a questa finestra aperta».

Sabrina parla del tornado chiamandolo “lui”. «Nel corridoio che lui ha fatto ha portato via tutto. Ha sfondato la serranda, la porta della camera da letto e ha portato tutto in sala. Tutto veniva risucchiato dal buco. Avevo portato nella vasca da bagno due tartarughe e le ha risucchiate via. Avevo portato il gatto su per salvarlo dall’acqua e invece è stato portato via. Il bambino grande si è salvato perché è rimasto bloccato dalla porta che poi lo ha ferito al braccio. Il bimbo piccolo invece si è salvato perché si è accovacciato vicino al divano».

La porta di casa si è aperta due volte e Sabrina non ha più capito se i suoi figli fossero usciti fuori o meno. Per fortuna tutti erano insieme in casa. «Quando tutto è passato – di ce Sabrina – mi sono affacciata dalla porta finestra e ho guardato fuori. Il buio è stato squarciato da un fulmine e allora ho visto la devastazione davanti a me. Ho visto la casa di fronte, gli alberi per terra. Una scena da horror. Vedevo lo scenario solo a tratti perché illuminato dai fulmini».

Sabrina è uscita per andare a vedere le condizioni della vicina che per fortuna stava bene. Una lunga notte finita poi al pronto soccorso di Grosseto per far vedere le ferite di Nicola. Momenti che adesso proprio i bambini dovranno superare. Da domenica mattina, Sabrina e Domenico sono ancora al lavoro per sistemare la loro casa. Questa volta, però, come ha detto loro il figlio: «Non fate tutto sa soli, fatevi aiutare e costruitela sicura».

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