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L'analisi: "L’opera dell’uomo ha arginato la furia della natura"
Una piena da record dell'Ombrone, l'ordine di evacuare, ma nessuna conseguenza. Un'analisi di cosa è successo domenica 17 novembre
Diciamola tutta, e per una volta festeggiamo. Lo scorso weekend la notizia vera non è stata l’allerta meteo, col parossistico ordine di sgombero a Grosseto delle abitazioni nella fascia a 400 metri dall’argine. Ma, nonostante la quantità enorme d’acqua caduta in tutto il bacino idrografico della Toscana del sud, quella che il sistema degli argini ha retto perfettamente e per i centri abitati non c’è mai stato nessun rischio reale.
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A Grosseto come nella zona di Albinia e Marsiliana tutto è andato liscio. E questo perché è stato fatto tesoro della terribile alluvione che nel 2012 si era portata via sei persone. Con la realizzazione successiva di importanti opere di regimazione idraulica in chiave preventiva, che hanno svolto egregiamente il proprio compito. Dal rinforzo e impermeabilizzazione dell’argine destro a ridosso del Capoluogo, alla realizzazione dell’argine remoto dell’Albegna, fino all’innalzamento delle arginature di Bruna, Magione e Patrignone. Per non parlare della cassa di espansione del Pecora, anche se questa volta non è servita. Con altri interventi previsti a breve sull’Elsa e nella cassa di laminazione di Campo Regio. Opere nelle quali la Regione Toscana ha investito diverse decine di milioni, una bella fetta dei quali dirottate sui Consorzi di Bonifica.
Poi certo, ampie zone della campagna sono andate sott’acqua, perché il reticolo secondario composto da fosse e canali di scolo non ce l’ha fatta a drenare l’incredibile quantità d’acqua venuta dal cielo. In alcune aree del sud della provincia fino a 250 millimetri a metro quadrato. In tre giorni un quarto di quanto piove in un anno.
Senza voler insegnare niente a nessuno, ma stavolta il titolo avrebbe dovuto essere: «L’opera dell’uomo argina la furia della natura. Bravi!» .
Perché se negli ultimi quattro/cinque anni non fossero state destinate decine di milioni alle opere di regimazione idraulica, oggi piangeremmo lacrime amare. Con danni enormemente più diffusi di quanto non sia successo. Visto che le precipitazioni sono state più copiose di quelle del ’66.
Una bella lezione per chi negli anni scorsi ha primeggiato in strumentali atteggiamenti populistici, ad esempio polemizzando contro i Consorzi di bonifica e le tasse di bonifica. Ma anche per i denigratori seriali dei “Gretini”, perché dovremo abituarci a convivere con fenomeni meteorologici estremi, a cadenza sempre più frequente. La buona notizia è che stavolta Regione Toscana, sistema dei Consorzi di bonifica e di Protezione civile, hanno fatto il proprio lavoro alla perfezione. Grazie a tutti e proseguiamo su questa strada. Gaudeamus igitur! –
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