Il Tirreno

Grosseto

maltempo

Una piena da record per tutti i fiumi, continua a piovere e resta l’allerta gialla

Gabriele Baldanzi
L'ingegnere Massimo Tarsi negli studi di Tv9
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L'ingegnere Massimo Tarsi negli studi di Tv9

L’ingegnere Tassi (Consorzio bonifica): «I consolidamenti arginali fatti dal 2010 hanno garantito una buona tenuta»

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GROSSETO. Il giorno dopo l’emergenza maltempo di doemnica 17 novembre, la Maremma si scopre ancora intrisa di acqua, fango e polemiche. Quelle sulle partite rinviate, sugli uffici pubblici chiusi, sulle modalità di evacuazione di alcuni quartieri. Ma soprattutto resta l’allerta – codice giallo – per il sovraccarico del reticolo idraulico e per la pioggia che continuerà a cadere anche oggi. Ancora chiuse alcune strade, riaprono invece le scuole, anche se alcune hanno subito danni da infiltrazioni. L’ordinanza che impediva ai residenti nella zona rossa di restare nelle case è stata revocata nelle prime ore di ieri.

Della ricognizione sui territori interessati dal maltempo, Il Tirreno ne ha parlato con l’ingegner Massimo Tassi, responsabile dell’area lavori del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud. Tassi è un tecnico, ha grande esperienza nella gestione delle piene di tutti i corsi d’acqua della provincia ed è considerato il “super esperto” dell’Ombrone.

Perché stavolta è stato diverso l’approccio alla piena dell’Ombrone, all’emergenza? Cosa ha spaventato la protezione civile e il sindaco più che in passato, al punto da comandare l’evacuazione di alcuni quartieri?

«Io mi occupo di idraulica e non di protezione civile, ma credo che la situazione creatasi domenica richiedesse quella misura. La quantità di pioggia caduta in un’area molto ampia ha reso la portata del fiume difficile da leggere. Sull’Ombone, infatti, si riversano altri corsi d’acqua e non tutti vengono misurati. L’aver superato i 10 metri a Buonconvento, aver toccato la soglia degli 8,64 a Sasso d’Ombrone e infine i 7,40 al Berrettino (il record degli ultimi venti anni è 7,51) ha accentuato le preoccupazioni. In questi casi ci sono dei protocolli e vanno seguiti. Punto».

Che situazione abbiamo adesso (la sera di lunedì 18)?

«Sta piovendo, continuerà a farlo, ma è un quadro in via di normalizzazione. Per quanto riguarda la piena transitata sull’Ombrone, al momento non si segnalano criticità. I consolidamenti arginali realizzati dal 2010 a oggi hanno garantito una buona tenuta. Ovviamente in idraulica il rischio zero non esiste. Nella zona a monte della città di Grosseto abbiamo avuto segnalazioni di interventi da svolgere con urgenza sul cosiddetto reticolo idraulico secondario».

Dagli idrometri risulta che la portata dell’Albegna è stata addirittura superiore a quella del 2012. È così?

«Esatto. È stato un notevole stress test per i lavori che abbiamo effettuato. Abbiamo registrato alcune esondazioni episodiche nel reticolo secondario, ma senza particolari danni. La zona di Albinia, la più antropizzata, non ha subito danni anche a fronte dell’esondazione del fiume verso l’argine remoto. Ovviamente qui serve completare i lavori».

E il Bruna?

«Anche sul Bruna e sui suoi affluenti il Consorzio ha lavorato tanto negli ultimi anni. A noi non risultano problemi e riteniamo che sia dipeso dagli interventi compiuti». —


 

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