Sicurezza
Ordine di evacuazione: polemica tra Marras e il centrodestra
GROSSETO. Dopo la piena d’acqua, puntuale arriva la valanga di polemiche politiche. Tutto parte da una «breve riflessione», come lui stesso la definisce, del capogruppo Pd in Regione Leonardo Marras, ex presidente della Provincia nel cui ruolo ha dovuto affrontare diverse alluvioni. Secondo cui l’ordine di evacuare 2mila persone è stato esagerato.
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«Le immagini del fiume in golena che metro dopo metro sconfina nei campi intorno al proprio letto impressionano, non c’è dubbio – dice Marras –. Ma sono fermamente convinto che chi amministra, chi ha la responsabilità di una comunità, deve restare lucido, non lasciarsi condizionare dalle impressioni ma stare ai dati, alle rilevazioni ed agire di conseguenza. Proteggere è prevenire, non spaventare. A meno che, seminare il panico e creare allarmismo non sia un preciso piano di governo».
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Marras cita la favola di Pierino e il lupo, parla di un evento «intenso» ma non eccezionale» e tranquillizza: «Gli investimenti della Regione e gli interventi realizzati dal Consorzio di bonifica dal 2014 ad oggi hanno contribuito significativamente a contenere le conseguenze di questi episodi» e cita l’armatura dell’argine dell’Ombrone lungo tutta la città di Grosseto realizzata tra il 2013 e il 2014 con il contributo regionale di 7,5 milioni di euro; i lavori sull’arginatura del Bruna; la costruzione dell’argine remoto sull’Albegna; l’adeguamento degli argini dei torrenti Patrignone e Magione. «Inoltre – aggiunge – sono in fase di autorizzazione gli interventi sul torrente Elsa e in fase di avvio lavori la costruzione della cassa di espansione di Campo Regio. A dimostrazione del fatto che investire sulla difesa del suolo come priorità assoluta, la Regione lo sta facendo spendendo ogni anno dal 2015 oltre 90 milioni di euro, è la strada giusta da proseguire senza indugi. Con questa consapevolezza i Comuni dovrebbero aggiornare i propri piani di protezione civile in senso realistico e assumere comportamenti meno sensazionalistici».
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Marras ha chiesto al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessora all’ambiente Federica Fratoni di venire in Maremma a sincerarsi direttamente della situazione e a dare supporto ai Comuni.
Nel giro di poche ore arrivano le reazioni del centrodestra. Il primo è il segretario grossetano della Lega Andrea Ulmi. «Se il consigliere Marras fosse intervenuto ieri ad emergenza in corso oggi avremmo potuto anche riconoscergli doti di preveggenza, ma farlo ad emergenza conclusa è la classica opera di strumentalizzazione di chi, dopo, sa solo affermare “io lo avevo detto”. Crediamo che un sindaco debba rispettare delle norme e, di fronte ad un'allerta rossa, ci siano pochi margini di discrezionalità rispetto, magari, ad un'allerta arancione, anche, ad esempio, nella decisione di chiudere le scuole. Però riteniamo che, di fronte a situazioni di allerta che coinvolgono il nostro territorio, sia sempre bene imparare dal passato e prevenire». Ulmi rimprovera a Marras di essere «rimasto in silenzio» domenica. «La sua esperienza e la sua, da lui dichiarata, competenza – dice il segretario della Lega – lo avrebbero dovuto portare a rassicurare tutti, nel momento in cui la città temeva il peggio, così come, ci tengo a sottolinearlo, ha fatto pubblicamente solo, pur non sottovalutando i rischi della situazione, il meteorologo Roberto Madrigali».
Da Forza Italia la parlamentare e consigliera comunale grossetana Elisabetta Ripani e il segretario provinciale Sandro Marrini definiscnoo ironicamente Marras «preveggente», e parlano di dichiarazioni «inopportune e faziose», «polemiche sterili e pretestuose». Ringraziano quindi la «macchina dei soccorsi e tutti i maremmani che hanno dimostrato coraggio, unità e forza in un momento di grande apprensione».
Fratelli d’Italia interviene con il portavoce provinciale Fabrizio Rossi, assessore, e con i consiglieri Bruno Ceccherini e Andrea Guidoni. «Facile parlare con il senno di poi», dice Rossi. «Ancora una volta – aggiungono Ceccherini e Guidoni – Marras, pensando forse di strumentalizzare tutta la vicenda a proprio uso e consumo politico, tralascia in secondo, se non in terzo piano tutto lo sforzo della macchina organizzativa, come prevede tra l’altro il protocollo, emanato dalla protezione civile regionale. Macchina, che è stata prontamente attivata dal sindaco Vivarelli Colonna». —
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