Sicurezza
Cifre, storie e progetti Il bilancio sociale si “sfoglia” a colori
Con un fatturato che si attesta intorno ai 12 milioni di euro e circa quattrocento persone impegnate nei diversi settori di cui si occupa la cooperativa Uscita di Sicurezza nata a Grosseto nel 1987 è oggi una delle imprese sociali più importanti della provincia di Grosseto.
Quest’anno Uscita di Sicurezza ha deciso di dare una veste nuova al bilancio sociale, lo strumento utile per rendicontare tutte le attività (e obbligatorio dal prossimo anno per tutte le onlus), pubblicando una rivista a colori in cui dare spazio non solo ai numeri ma soprattutto alle storie, alle persone e ai progetti portati avanti dalla cooperativa. La rivista, 64 pagine ricche di fotografie, grafici e interviste, può essere consultata sul sito della cooperativa www.uscitadisicurezza.grosseto.it o ritirata in versione cartacea nelle sedi dei servizi su Grosseto, Orbetello, Montemerano e Manciano. «Il bilancio sociale è uno strumento che utilizziamo da anni per rendicontare la nostra attività - spiega il presidente di Uscita di Sicurezza, Luca Terrosi - È un documento che serve a divulgare i risultati ottenuti dall’impresa sociale non solo in ambito economico, ma anche in termini di sostenibilità, etica, occupazione e molto altro. Dal 2016, poi, al bilancio sociale vero e proprio abbiamo unito lo studio dell’impatto sociale che traduce l’impatto monetario dei nostri servizi sulla società».
Si tratta di dati e informazioni interessanti, ma spesso di non facile comprensione per i non addetti ai lavori. «Per questo – dicono Clelia Pettini e Marco Bigozzi, i giornalisti che hanno curato il progetto editoriale – quando ci hanno proposto di redigere il bilancio ci siamo posti il problema di capire come rendere più accattivante e leggibile questo documento, per arrivare meglio agli stakeholder, ai clienti dei servizi della cooperativa e ai cittadini più in generale. Abbiamo, quindi, pensato di trasformare il bilancio in una rivista: un prodotto che ha la funzione anche di informare il personale della cooperativa, in cui chi vi lavora possa riconoscersi ed essere aggiornato sul lavoro che quotidianamente viene portato avanti da ogni singolo servizio».
I settori in cui la cooperativa opera sono tanti: si va dall’assistenza domiciliare ai servizi per la salute mentale, dalla ristorazione alle manutenzioni. «La rivista - sottolinea Terrosi - è un prodotto partecipato che ha coinvolto tutto il personale della cooperativa, a partire dai direttori, passando per i responsabili dei servizi per arrivare agli operatori». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google