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Una tromba d’aria scoperchia le case, due bimbi e la madre salvi per miracolo

Ivana Agostini
Abitanti costretti a evacuare dalle loro case dopo il passaggio della tromba d'aria (foto Enzo Russo)
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Abitanti costretti a evacuare dalle loro case dopo il passaggio della tromba d'aria (foto Enzo Russo)

Distruzione e caos nelle campagne di Albinia. Mentre scatta l’evacuazione per il rischio Albegna, arriva il violento vortice

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ALBINIA. Il vento che entra in casa come una furia. Trasforma il vetro delle finestre in schegge impazzite che schizzano ovunque. Il tetto che scompare risucchiato via. Pochi istanti che hanno seminato la distruzione alla Fornace, a circa 5 chilometri da Albinia e in alcune case della zona della Radicata. Abitanti messi in ginocchio da una tromba d’aria che nessuno avrebbe mai immaginato. Case scoperchiate, distrutte. Una vita portata via dal vento. Tutto si è verificato intorno alle 4 di domenica.

Il Comune di Orbetello aveva dato l’ordine di evacuazione a scopo preventivo. Tutti erano concentrati sui livelli del fiume Albegna che aveva oltrepassato i 6 metri e mezzo. Era da lì che sembrava sarebbe arrivato il vero pericolo. Non è stato così. Alla Fornace ieri i visi erano tirati, le menti sconvolte da un’esperienza difficile da dimenticare. «Per fortuna con i bimbi di 2 e 5 anni c’era la mamma – dice la nonna Rosella Simonelli – quando è arrivato un vento fortissimo. È stato un caso che non siano rimasti schiacciati dai mobili. La casa sembra esplosa. Lei ha preso i bimbi e li ha protetti».

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Nonna Rosella tesse il suo racconto mentre i vigili del fuoco effettuano i sopralluoghi, e gli escavatori cercano di portare via i pezzi di tronchi che la furia della tromba d’aria ha gettato a terra dopo aver sradicato pini decennali. Lo scenario non cambia attraversando la strada: tegole volate in mezzo al campo, vetri in frantumi. «Non è possibile che sia accaduto di nuovo – dice il lacrime Wanda Munaro che ha già subito un’alluvione nel 2012, nel 2014 e ora la tromba d’aria – Vado da mio figlio. Non riesco a stare qui».

A poche centinaia di metri in linea d’aria la forza distruttiva della tromba d’aria ha colpito altre case e anche una scuola di equitazione dove i cavalli hanno rischiato di rimanere schiacciati.

In quella zona ha la casa Laura D’Amore. Anche lei vittima dell’alluvione del 2012. «Questa davvero non ce l’aspettavamo – dice – mentre cerca di rimettere in ordine». La tromba d’aria ha colpito anche la zona della Parrina dove ha divelto un viale di eucalipto, ha buttato giù olivi e scaraventato a 50 metri i cassonetti della spazzatura. Le famiglie rimaste senza casa saranno ospitate in una struttura ricettiva messa a disposizione da un privato. «Per gli sfollati presto il Comune – dice il senatore Roberto Berardi – aprirà un conto corrente dove chi vuole potrà versare dei soldi». Anche l’associazione Con Albinia nel Cuore metterà in vendita dei braccialetti al costo di 5 euro e l’incasso sarà devoluto agli sfollati. «Sono state 11 ore consecutive molto pesanti caratterizzate però da un ottimo lavoro di squadra. Voglio ringraziare tutti», dice il sindaco Andrea Casamenti.

«Nottata difficile – dice anche Berardi – con purtroppo decine di famiglie evacuate per una tromba d’aria. Da subito la Protezione Civile ha messo in campo il possibile per alleviare i disagi. Chiedo al presidente della Provincia, AntonFrancesco Vivarelli Colonna, che si faccia portavoce per richiedere lo stato di calamità al presidente Enrico Rossi e martedì riferirò l’accaduto in Aula al Senato». —
 

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