Il Tirreno

Grosseto

In tre giorni la pioggia di 4 mesi E torna il paesaggio del lago Prile

Gabriele Baldanzi

Il Lamma ha registrato precipitazioni record per quantità ed estensione Tutta la Toscana meridionale sott’acqua, poi arrivata in Maremma 

3 MINUTI DI LETTURA





i dati

Gabriele Baldanzi

Numeri impressionanti, dati eccezionali, quelli che arrivano da pluviometri e idrometri installati dal Centro funzionale regionale in provincia di Grosseto e in provincia di Siena. Tanta pioggia, con stime decennali per quanto riguarda i tempi di ritorno. Trentasei ore di precipitazioni ininterrotte su un’area molto estesa, durante le quali, in zone circoscritte, come il Mancianese, sono caduti oltre 150 millimetri di pioggia, che si aggiungono ai cumulati di venerdì (ulteriori 100 millimetri). Insomma, numeri da alluvione.

Il comprensorio Osa-Albegna, ancora una volta, è stato il più colpito, insieme all’Amiata. Su tutti spiccano i pluviometri di Manciano, Scansano, Baccinello, Roccalbegna, ma ampiamente sopra i 120 millimetri ci sono anche Capanne di Massa Marittima, Granaione, Torricelle di Capalbio. Rispetto alle alluvioni del passato il dato interessante – e preoccupante – è stata l’ampiezza del fronte perturbato. Tutta la Toscana meridionale è stata investita da una quantità d’acqua enorme, che alla fine è scesa in Maremma, nella piana, riproponendo il paesaggio dell’antico lago Prile. Già da venerdì sera alcuni report pluviometrici risultavano straordinari, poi da sabato notte il quadro è peggiorato. «Novembre – spiegano i meteorologi del Lamma – ha una piovosità media significativa, ma la quantità di acqua caduta negli ultimi giorni è stata eccezionale». E altra pioggia è attesa tra oggi e domani. Nella zona sud della Maremma in un anno si registrano in media circa 800 mm. Oltre 250 in due giorni diventano una quantità non tollerabile da fossi, canali, corsi d’acqua minori. Tutti i 44 pluviometri del Cfr hanno fatto registrare performance rare. Le precipitazioni cumulate hanno raggiunto livelli enormi, quasi ovunque sopra i 100 millimetri. Da Grosseto a Capalbio, da Castiglione all’Amiata, nessuno dimenticherà le giornate del 15, 16 e 17 novembre. E non poteva essere altrimenti: in tre giorni è caduta la stessa quantità di acqua che, mediamente, viene nei 4 mesi invernali. Anzi, in alcuni casi molta di più. Poi ci sono i numeri dell’Ombrone, del Bruna, dell’Orcia, del Gretano, del Trasubbie, dell’Osa, del Fossa, del Molla. Altrettanto allarmanti. Fino a ieri pomeriggio il livello delle acque ha continuato a salire. Solo domani sera – dopo altre due giornate che saranno bagnatissime – si potrà dire se il pericolo è scampato. Ecco gli ultimi aggiornamenti: a Istia dove il primo livello di allerta – per il protocollo – scatta sopra ai 4 metri – si è toccato i 6,30 metri. Tra le 20 di sabato e le 16 ieri il fiume è cresciuto di quasi 5,5 metri. Altrettanto a Sasso d’Ombrone. Qui il monitoraggio viene avviato a 5 metri e 30. Si è toccato gli 8,60 metri. Erano sette anni che il fiume non andava sopra gli 8 metri. Infine l’idrometro del Berrettino-San Martino,il più vicino alla città. Il primo step di allerta è fissato a 2,30. L’Ombrone ha raggiunto i 7,20 (livello di guardia 5), mentre da Buonconvento giungevano, per fortuna, notizie rassicuranti. Era già accaduto nel 2007 e nel 2016. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web