Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Un giorno di ordinaria follia Assolto per vizio di mente

F.G.
Un giorno di ordinaria follia Assolto per vizio di mente

Era stato rinviato a giudizio per violenza sessuale: la scorsa estate a Talamone era stato denunciato da alcuni ragazzini Dichiarato non pericoloso 

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talamone. Capelli rasati, pizzetto, la pelle completamente coperta da tatuaggi, un astuccio con diversi spinelli già confezionati e un camper con un vistoso adesivo con scritto “L’Italia agli italiani”. Il 17 giugno si è presentato così a Talamone, l’uomo assolto due giorni da fa dal giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna, su richiesta del sostituto procuratore Valeria Lazzarini. L’uomo, difeso dagli avvocati Francesca Carnicelli e Gloria Vetuli, è stato dichiarato incapace di intendere e volere al momento del fatto. Per i magistrati, il sessantasettenne non è però pericoloso.

L’uomo, che ha un fratello che vive e lavora in un borgo dell’Amiata, la scorsa estate aveva deciso di trascorrere alcuni giorni di vacanza in Maremma. Il 17 giugno era arrivato a Talamone dove, nel pomeriggio, dopo aver chiesto ad alcuni bagnanti dove fosse una spiaggia, si era affacciato da via della Fortezza sulla spiaggia del Cannone: c’è una parete di circa di 20 metri e il sessantasettenne aveva una sedia in mano. Era pronto a lanciarla di sotto, dove c’erano alcune famiglie con dei bambini. Un turista, visto quello che stava per succedere, si era messo a gridare per fermarlo ma l’uomo, originario di Milano, non aveva desistito, rischiando di prendere in pieno una famiglia con bambini che erano sulla spiaggia. Nel pomeriggio, mentre la squadra nautica della polizia lo stava cercando, l’uomo si era spostato al porto di Talamone dove aveva infastidito un gruppetto di ragazzini. Prima era entrato in un bar, chiedendo che gli fosse preparato un caffè, il “marocchino”, mettendosi poi a offendere i migranti e le politiche sull’immigrazione. Dopo aveva raggiunto un gruppetto di ragazzini, tutti minorenni, raccontando loro di avere una malattia psichiatrica e di aver ucciso alcune persone durante dei combattimenti, spingendosi anche a parlare dei suoi rapporti sessuali nei minimi dettagli e per simulare il suo metodo di conquista delle donne, si sarebbe avvicinato a un minorenne e avrebbe cominciato a palpeggiarlo al petto e nelle parti intime, prima di gridare: «E ora, testata al palo» scagliandosi contro un palo della luce. — F.G.

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di Redazione web