Tempesta di acqua e grandine sul monte Neve ad alta quota
Detriti e fogliame sulle strade, disagi e tombini in tilt L’ex sindaco Franci chiede la manutenzione delle fossette
Tempesta di acqua, grandine, vento e neve nella parte alta della montagna amiatina. Nubifragio con strade rovinate e inondate di detriti, acqua in tutti i paesi del monte. Fondi allagati, rami spezzati, foglie e frasche che hanno intasato fossette e tombini. Automobilisti in difficoltà.
Nelle arterie che da Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora portano in quota, le fossette intasate non sono riuscite a contenere i rivoli d’acqua; acqua che a fiumi ha inondato le strade, portando foglie e rami spezzati. Il vento ha troncato rami e trascinato le fronde in strada. I vigili del fuoco hanno fronteggiato situazioni varie. Ad Arcidosso, zona Bagnoli, c’è stata un black out rientrato entro poco tempo grazie all’intervento dell’Enel. A Castel del Piano sono arrivati gli operai comunali per sistemare il tombino di raccolta delle acque davanti al parco dei Cigni che, sebbene sistemato tempo fa dal gestore, a ogni acquazzone salta e provoca allagamenti. Ad alta quota l’acqua si è trasformata in neve. Una bufera ha imbiancato rapidamente la vetta per alcuni centimetri. La neve ha toccato anche i prati delle Macinaie e della Contessa. Grandinate nella zona dei castagneti che hanno reso la viabilità difficoltosa. Difficile la situazione nelle zone di collegamento interno fra frazioni e poderi. La pioggia è stata anche violenta. Si sono create voragini nella strada che porta verso Monte Labro e a Castel del Piano è esondato il fosso Vella che si distacca a monte dal fosso Piombato. Trascinandosi dietro detriti, rami spezzati e fanghiglia l’acqua ha inondato la strada consortile che collega la zona di Pero Porcino alle Sassaie, sotto la borgata della Marrona. Il fosso, segnalato più volte da alcune persone al consorzio delle strade vicinali Sodi/Ripoli perché bisognoso di manutenzione, raccoglie non solo erbe e arbusti, ma anche alberi grandi rovesciati nell’alveo. I due piccoli corsi d’acqua non sono innocui: anche anni fa esondarono e provocarono molti danni ai campi e alle proprietà: un’azienda fu travolta dal fiume di fango e acqua. Ora si teme che possa succedere ancora. Inondata, a tratti, la strada provinciale che porta a Seggiano. La mancanza di fossette ai lati delle strade impedisce all’acqua di defluire correttamente.
L’ex sindaco di Castel del Piano Claudio Franci: «Se i soldi che devono essere spesi per tenere in ordine le fossette - dice - non si metteranno fra gli investimenti invece che nelle spese correnti, la situazione sarà sempre peggiore. Un disastro ambientale e infrastrutturale che dobbiamo assolutamente fronteggiare». —
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