Gioco
Ruba in tribunale dopo l’udienza: preso durante un altro furto
Ventisettenne follonichese pizzicato mentre “è all’opera” in un bar della città del Golfo A Palazzo di Giustizia incastrato dalle telecamere
Il giudice ha deciso che Andrea Giovannelli, 27 anni di Follonica, deve restare in carcere. Almeno fino a quando sarà processato. Ieri mattina, il ragazzo è tornato di nuovo in tribunale, questa volta però accompagnato dai carabinieri di Follonica che lo hanno sorpreso durante la notte dopo un furto commesso ai danni del bar I portici di Follonica. Era entrato da una porta che aveva scassinato ma nel locale aveva trovato solo cinque euro. Un bottino magro, che però gli è costato ieri mattina, dopo l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice Adolfo Di Zenzo, l’apertura della porta del carcere di via Saffi. «È pericoloso», ha detto il sostituto procuratore Arianna Ciavattini, che ha ricordato anche gli altri furti sui quali ancora stanno indagando i carabinieri ma che sono già stati attribuiti al ragazzo: quello di qualche sera a Follonica, in centro, dove dallo stesso bar di giovedì sera, avrebbe portato via un sacco di caffè e quello di lunedì mattina proprio in tribunale.
Giovannelli era stato riconosciuto dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza del tribunale che lo avevano ripreso mentre entrava nella stanza di una funzionaria al quarto piano del palazzo di giustizia.
Difeso dall’avvocato Franco Ciullini che ieri mattina in aula è stato sostituito dal collega Roberto Cerboni, il ventisettenne è stato trovato a casa sua, con alcuni oggetti da scasso e con i soldi, 5 euro appunto, appena rubati al bar. Era stato visto allontanarsi dal locale dal proprietario che ha dato l’allarme ai carabinieri.
L’arresto quindi è scattato per il furto commesso a Follonica ma nella prossima udienza, potrebbero essere riuniti tutti gli episodi che gli vengono contestati, compreso il furto nella cancelleria dell’ufficio gip del tribunale.
Lunedì scorso Giovannelli, che era salito agli onori della cronaca per aver rinchiuso insieme a un altro suo collega due donne rom in un gabbione dei rifiuti del supermercato dove lavorava, era in tribunale per un processo. Dopo l’udienza, salutati i suoi avvocati, non aveva lasciato il tribunale ma era salito al quarto piano dove aveva cercato di nascondersi dietro a uno dei pilastri in cemento armato vicini alla porta dell’ufficio della cancelliera, come se - notata la telecamera - cercasse di nascondersi. Il portafogli era stato poi trovato nella cassetta dello sciacquone del bagno allo stesso piano. —
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