Il Tirreno

Grosseto

la vertenza 

Restano in 52 senza lavoro e senza Tfr

Giulia Sili

I dipendenti dell’Infotirrena non hanno riscosso gli ultimi stipendi: attesa per la chiusura dello stato passivo

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Sono cinquantadue le persone che hanno perso il lavoro in seguito al fallimento della Infotirrena srl di Follonica – la società per il recupero crediti degli enti pubblici fondata nel 1992 dall’amministratore unico Leo Vermiglio Vittorio Vermigli – e oggi, a più di due dalla chiusura degli uffici di via della Pace, gli ex dipendenti devono ancora ricevere parte degli stipendi e i trattamenti di fine rapporto.

Si tratta di cifre importanti che riguardano un fallimento da circa 12 milioni di euro: alcuni degli ex dipendenti devono avere 90mila euro, altri anche 120mila. Dal 2012 fino al 2017, anno in cui gli ultimi cinque impiegati si sono licenziati decretando di fatto la chiusura dell’attività, sono mancati gran parte dei pagamenti mensili: «Gli stipendi arrivavano una volta sì e tre no – racconta una dipendente storica della Infotirrena srl – in cinque siamo rimasti fino all’ultimo, ma quando hanno staccato la luce e il telefono siamo dovuti andare via anche noi, ci siamo licenziati per giusta causa».

«Se ne sono andati tutti via alla spicciolata – racconta un altro dipendente storico – alla fine siamo rimasti in pochi. Quando c’era già la procedura fallimentare in atto siamo rimasti sul posto di lavoro ma tutti gli altri erano già andati via senza avere quello che gli spettava».

«Avevamo anche una sede a Firenze – dice la dipendente – negli anni la Infotirrena ha avuto lavori importanti e tantissimi dipendenti, a Firenze siamo arrivati anche a cento dipendenti. Anche lì poi è andata come è andata ed è stato fatto un accordo collettivo con la Regione per la buona uscita che in realtà non è mai stato rispettato». Da giugno 2017 l’azienda non è più esistita.

La prima udienza fissata al tribunale di Grosseto per discutere l’accertamento dello stato passivo, durante la quale si sarebbe dovuto individuare il numero di soggetti che vantano diritti di credito verso la Infortirrena e la natura di tali crediti, era stata fissata a gennaio 2019 e oggi, a dieci mesi da quella data, ancora non è stato fatto nulla: «L’udienza per la chiusura dello stato passivo è stata rimandata a marzo – spiega la dipendente – poi a giugno, poi luglio, per arrivare al 15 di ottobre. La mattina del 15 ci è stato detto che l’udienza è stata spostata al prossimo 17 dicembre, una cosa veramente assurda».

Senza la chiusura dello stato passivo, però, tutti gli ex dipendenti non possono accedere al fondo Inps per il tfr e quindi non possono riceve parte dei soldi che dovrebbero avere. Dietro alla questione legale c’è poi il dramma personale di tante persone che, superata la soglia dei 40 anni, hanno dovuto cercare tra mille difficoltà una nuova occupazione. C’è chi si è dovuto trasferire in altre regioni e poi c’è chi ancora oggi non ha trovato una soluzione alternativa: «In questo momento io sono all’ultimo mese della disoccupazione – dice la dipendente – tra di noi eravamo come una famiglia, siamo insieme da tantissimi anni e fa male vedere quello che è successo oggi, senza avere neanche quello che ci spetta. Ci sono figli da crescere, siamo tanto preoccupati per il futuro». —

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