Il dolore
Palpeggiata per anni dal compagno della nonna Sessantenne a processo
L’uomo è accusato di violenza sessuale: in un’occasione avrebbe avuto un rapporto con la giovane. Sarà giudicato con il rito abbreviato
Sarà giudicato con il rito abbreviato per violenza sessuale davanti al giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna che ieri mattina ha rinviato a giudizio un uomo di una sessantina d’anni accusato di aver abusato in almeno un’occasione della nipote della sua compagna.
L’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro D’Amato, ha sempre respinto le accuse che sono piombate addosso al sessantenne come un fulmine a ciel sereno. La ragazza, che oggi ha 18 anni, ha infatti raccontato che l’uomo, approfittando del fatto che la bambina stava spesso con la nonna e con il suo compagno nella loro casa, che ha continuato a frequentare fino a poco tempo fa, subiva atti sessuali da parte dell’uomo: palpeggiamenti, soprattutto. La bambina non ha mai detto nulla né ai suoi genitori e nemmeno ai suoi amici. Non ha mai raccontato di quegli episodi nemmeno a scuola. Lo ha detto a un medico, durante una visita e da lì è partita la segnalazione alla Procura. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Valeria Lazzarini che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo. Prima di arrivare all’udienza di ieri mattina c’è stato anche un incidente probatorio durante il quale è stata sentita anche la ragazza, assistita dall’avvocato Diego Innocenti.
Dopo che la giovane aveva raccontato quello che sarebbe accaduto, dal 2009 fino al 2017 nella casa dei nonni, dove la ragazza spesso passava il suo tempo libero dalla scuola, sono cominciate le indagini della Procura. Il cellulare della giovane è stato sequestrato ed è stato analizzato per vedere se ci fossero messaggi o telefonate che potessero risultare equivoche, scambiate con il sessantenne. Telefonate e messaggi che invece non erano presenti nel cellulare della diciottenne.
La ragazza non ha mai smesso di frequentare la casa della nonna, che tutt’oggi è rimasta insieme al suo compagno che ha negato con forza che quei fatti siano davvero avvenuti.
Un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto non soltanto sulla vita dell’uomo, che è finito sotto processo e che ora sarà giudicato con il rito abbreviato, così come ha chiesto l’avvocato Alessandro D’Amato. L’udienza è rinviata a metà febbraio.—
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