Gioco
Un’archeologa per far crescere il Museo della Maremma
La selezione del Comune è stata vinta dalla medievista Chiara Valdambrini Oltre all’attività scientifica, dovrà seguire i progetti per rendere il Maam più fruibile
Il museo archeologico e d’arte della Maremma ha un nuovo direttore scientifico, Chiara Valdambrini, archeologa medievista che dal primo di novembre si è insediata alla guida del museo cittadino. Dopo che la precedente direttrice, Maria Grazia Celuzza, è andata in pensione, l’amministrazione comunale ha scisso le funzioni di gestione da quelle più specificamente museali e ha affidato le prime alla direttrice della biblioteca Chelliana, Anna Bonelli, mentre per la direzione scientifica del Maam ha indetto un bando di selezione per un incarico che avrà durata di poco più di due anni, fino alla fine del 2021.
La selezione si è conclusa alla fine di ottobre e l’incarico è stato affidato a Chiara Valdambrini. L’archeologa da tempo opera nei servizi museali di Grosseto e, recentemente, ha curato la parte scientifica della mostra Oltre il Duomo, allestita in tandem, con la curatrice della mostra, l’architetto Barbara Fiorini, una mostra – tutt’ora visitabile e lo resterà fino a febbraio del prossimo anno – che racconta i risultati delle scoperte effettuate in seguito al ritrovamento, circa 10 anni fa, sotto l’abside della cattedrale di Grosseto, di un “pozzo di butto”, una discarica di età altomedievale, collegata a un vano ipogeo, una stanza sotterranea rinvenuta in seguito ai lavori di risanamento dell’abside stessa. «È stata scelta una persona competente – dice il vicesindaco e assessore alla cultura Luca Agresti – che avrà circa due anni per sviluppare le potenzialità del nostro museo archeologico».
L’assessore spiega che al nuovo direttore viene chiesto proprio di continuare a mantenere qualitativamente alta l’attività scientifica del museo, ma viene chiesto anche di rendere sempre più attrattivo e fruibile ciò che il museo conserva. In questo senso, la scelta di un’archeologa, con un profilo professionale e scientifico elevato, è la risposta – peraltro già contenuta nei requisiti previsti dal bando di selezione – che viene data alle polemiche che erano state sollevate in consiglio comunale dall’opposizione di centrosinistra che aveva contestato all’amministrazione che si parlasse della figura del direttore scientifico come di un animatore. «Non pensavamo certo a un animatore da villaggio turistico – dice Agresti - ma per animatore si intende una figura che abbia non solo le carte un regola per curare la parte scientifica del museo, ma che sappia anche comunicare il museo e renderlo appetibile per il pubblico di grossetani e turisti».
Nelle intenzioni dell’amministrazione il Maam, insieme a tutte le altre istituzioni culturali della città, dovrebbe crescere e diventare una sorta di volano. Un impegno non da poco, per il nuovo direttore, che dovrà interfacciarsi con la direttrice amministrativa, come con le altre strutture comunali «perché – spiega Agresti – è questo che chiediamo a tutti i direttori delle nostre istituzioni culturali: fare sinergia e lavorare insieme». —
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