Sicurezza
Un’eccezionale fungata bis Ecco dove trovare il “tesoro”
Nonostante lo sbalzo termico, la macchia regala porcini e altre bontà Le zone dell’Alta Maremma garantiscono panieri pieni. Ma non solo quelle...
. In ritardo rispetto alle migliori annate fungine, in alcuni zone del comprensorio delle Colline Metallifere, è scoppiata negli ultimi giorni una buona fungata, un bis dopo l’assaggio di inizio ottobre. A dire il vero, alle pendici del monte Amiata, in piena castagnatura, era stata già registrata una “raccolta” abbondante, così come a Roccalbegna, nell’area del Belagaio e nei boschi di Paganico e Sticciano.
Stavolta, però, i porcini non si trovano solo nei castagneti dell’Amiata (in montagna continua a uscire qualche cappella, ma non come 40 giorni fa) o in alcune sugherete più in basso. Sono altre, invece, le aree dell’entroterra maremmano in piena fungata: i comuni di Montieri, Massa Marittima, Roccastrada e Civitella, zone note ai cercatori, agli appassionati che ogni anno in autunno si avventurano nei boschi imbracciando il paniere.
Gli esperti, coloro che ogni settimana osservano i dati meteoclimatici, sostengono che, nonostante lo sbalzo termico dell’ultimo fine settimana, la fungata è di quelle importanti. E lo confermano gli anziani partendo dal loro bagaglio di sensazioni ed esperienza.
Se negli ultimi avevano dato gioie e soddisfazioni ai fungaioli le macchie di Punta Ala, Scarlino, fino a Tirli e Buriano, ora le segnalazioni positive arrivano da altri territori: la zona di Massa Marittima, Prata, Montieri, Boccheggiano. Insomma, in questo scorcio d’autunno l’esercito dei fungaioli punta verso l’Alta Maremma, in particolare le macchie che uniscono come una cerniera le province di Siena e Grosseto.
Le piogge abbondanti, la temperatura sempre gradevole, una discreta umidità e le lievissime folatine di vento da nord est, gradiente ottimale per l’innesco delle muffe fungine, anche stavolta hanno fatto la differenza.
E in questo periodo resta aperto al pubblico il servizi dell’Asl Toscana sud est a sostegno dei raccoglitori di funghi, con l’apertura degli sportelli micologici. I cittadini possono recarsi agli ispettorati micologici, dislocati sul territorio, per sottoporre al controllo degli esperti – tecnici della prevenzione – i funghi raccolti, così da valutarne la commestibilità. I micologi, accertata l’idoneità al consumo, rilasciano poi la documentazione che attesta la commestibilità e le principali modalità di cottura prima del consumo. A Grosseto lo sportello chiuderà a fine dicembre. Il servizio degli sportelli micologici offre una garanzia sulla sicurezza dei funghi presentati, evitando ai consumatori di ingerire inconsapevolmente funghi tossici. Nel 2018, in provincia di Grosseto ci sono stati 55 casi di intossicazione. Tra questi, 5 erano bambini sotto i 14 anni e 25 erano sopra i 65. Sempre lo scorso anno le persone che si sono rivolte agli sportelli micologici sono state 208 solo a Grosseto. —
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