Il Tirreno

Grosseto

accolto il ricorso del comune capoluogo 

Regolari le multe con l’autovelox di Rispescia

Gabriele Baldanzi
Regolari le multe con l’autovelox di Rispescia

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GROSSETO. Il Tribunale di Grosseto (sezione civile) ha accolto l’appello proposto dal Comune capoluogo contro un’automobilista che alla fine del 2016 era stata sanzionata per eccesso di velocità dalla postazione autovelox in servizio sull’Aurelia, all’altezza di Rispescia, in direzione Grosseto-Roma.

Un verbale (con ritiro di punti sulla patente) come ne vengono elevati centinaia ogni anno, sul quale, però, si era aperto un braccio di ferro tra la sanzionata e l’amministrazione comunale. Ma quali sono allora le ragioni dell’importanza di questo accoglimento? La postazione di Rispescia, di installazione più recente rispetto a quella con senso di marcia Roma-Grosseto, è stata oggetto negli ultimi tre anni di diverse contestazioni da parte di trasgressori. «E in alcuni casi – spiegano dal comando della municipale – i ricorsi depositati al giudice di pace sono stati accolti, con sanzione archiviata e condanna alle spese legali per l’ente» . Per questo motivo l’ufficio verbali e contenziosi del comando dei vigili urbani ha iniziato un’attività di riesame dei ricorsi, ponendo l’attenzione sulle motivazioni prodotte dal giudice di pace e riguardanti la visibilità della postazione e il posizionamento dell’apparecchiatura autovelox. Non solo. Per un breve periodo è stata decisa, prudenzialmente, una sospensione dei rilevamenti. Effettuate le verifiche, è stato constatato che le procedure non si discostavano dalla norma.

Così il comando, attraverso l’ufficio legale del Comune, ha proposto appello all’ultima sentenza del giudice di pace, non solo argomentando ma producendo una dettagliata documentazione probatoria a supporto. Nei giorni scorsi è giunta la notizia dell’accoglimento. La recente sentenza del Tribunale ordinario riconosce come la relazione di servizio degli agenti e le fotografie depositate evidenzino effettivamente la presenza di una segnaletica corretta, sia in adiacenza che a monte della postazione. Non solo. La postazione è visibile e lo stesso furgoncino (viene utilizzato quello più grande, proprio perché sia garantita ulteriore visibilità) sovrasta ampiamente il guard rail. Erano queste, infatti, le contestazioni mosse dagli automobilisti multati. La postazione autovelox di Rispescia è collocata a oltre un chilometro di distanza dal primo segnale stradale di divieto (70 km/h).

«In quel tratto – spiega il funzionario della municipale, Alessandra Caldora – il divieto è stato posto a fronte di una relazione dell’Anas, perché si assiste a un restringimento delle corsie. Percorrere quei pochi chilometri a una velocità superiore, secondo gli studi effettuati, innalzerebbe l’indice di pericolosità della strada e il rischio di incidenti».

Questo in sostanza il concetto che viene ribadito dai vigili urbani. «Le nostre azioni – spiegano ancora dal comando di via Zanardelli – non sono mai finalizzate a vessare l’automobilista, ma a prevenire incidenti in aree viarie pericolose o su arterie con attraversamenti, ma soprattutto mettendo sempre in atto procedure rispettose delle norme». Occhio, quindi: da ora in avanti chi sgarra a Rispescia non potrà più contare sull’archiviazione della sanzione da parte del giudice di pace. — Gabriele Baldanzi

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