Il Tirreno

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Cibo ed eccellenze nelle Mura, il sogno cullato da Milesi, Archetipi e Fondazioni Lorena e Atlante

Francesca Ferri
Il rendering del progetto di Accademia del Gusto firmato Milesi
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Il rendering del progetto di Accademia del Gusto firmato Milesi

Non è la prima volta che si tenta il rilancio del centro storico con iniziative legate al food e al bio 

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GROSSETO. Non è la prima volta che a Grosseto si propone di utilizzare i locali interni delle Mura per ospitare le eccellenze enogastronomiche e le produzioni di qualità del territorio e rilanciare così il centro storico.

Il primo a parlarne è stato, nel 2016, l’architetto Edoardo Milesi. L’anno precedente, nell’ambito degli incontri “Arena Tirreno”, organizzati dal nostro quotidiano, l’architetto aveva partecipato alla riflessione sugli spazi cittadini storici vuoti e da riabitare. L’anno successivo, con la sua Scuola dell’Abitare, Milesi coinvolse le università di Firenze e di Pescara, gli ordini professionali e il Comune, e portò in città alcuni studenti universitari di architettura per delle giornate studio e di ascolto dei cittadini (l’iniziativa si intitolava “Riabitare il patrimonio”). Ne nacque un metaprogetto per le Mura che ipotizzava la realizzazione di una Accademia del Gusto, una vera e propria università della cucina, nei camminamenti sotterranei e nelle troniere, ma anche in alcuni palazzi non utilizzati del centro storico. Il progetto è stato pubblicato in un libro.

Su food e sul bio ha puntato il rilancio del Cassero senese la società Archetipi, che ne ha preso la gestione quest’anno. “Olio nuovo e grani antichi” è stata la prima iniziativa, che ha riaperto lo spazio il 25 ottobre. Frantoiani, olivicoltori, produttori di farine di grani antichi hanno aderito.

E un progetto imprenditoriale nel settore agroalimentare, enogastronomico, della ristorazione e dell’accoglienza e per agevolare l’inserimento lavorativo degli studenti è quello proposto dalla Fondazione Lorena al Comune per il Bastione della Rimembranza, nell’ex acquario. L’idea è di farne un ristorante gestito da studenti freschi di diploma. Il progetto è al vaglio del Comune.

Lo stesso Gianni Lamioni, stavolta però con la Fondazione Atlante, di cui è presidente la figlia Viola, aveva accarezzato l’idea di un punto di promozione e vendita all’interno delle Mura. «Pensavo a un’enoteca provinciale sulla scia di quella di Siena; non a caso la Fondazione Atlante dà due borse di studio a studenti di Enogastronomia dell’Università Mercatorum». —
 

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