Il dolore
Robotica, Grosseto al centro del mondo
Oltre mille medici formati alla Scuola. Il direttore della Chirurgia Bianchi: «Ci sono ottime prospettive di crescita»
La nuova frontiera della chirurgia non può che passare dal robot e «l’intelligenza artificiale avrà un ruolo incredibile in sala operatoria. Il chirurgo umano eserciterà una funzione di controllo, come i piloti dei grandi aerei. Pronto a subentrare nei momenti difficili». A dirlo, in un’intervista rilasciata ieri all’Agi, è Pier Cristoforo Giulianotti, il pioniere e uno dei più importanti esperti al mondo di questa tecnica chirurgica, quasi venti anni dopo aver introdotto il robot all’ospedale di Grosseto. Sì, perché proprio dal Misericordia è partita la “visione” di Giulianotti, che alla fine del 2000 fu il primo in Italia a sperimentare la robotica, sviluppando un programma di ricerca internazionale che ha fatto dell’ospedale di Grosseto un centro di eccellenza.
Oggi alla guida della Chirurgia generale del Misericordia c’è Paolo Pietro Bianchi, direttore del Dipartimento chirurgico della Asl sudest; uno dei massimi esperti di questa branca della chirurgia che ha raccolto l’eredità di Giulianotti e del suo successore Andrea Coratti, sia in sala operatoria che nella gestione della Scuola internazionale di robotica, fondata a Grosseto nel 2003 dallo stesso Giulianotti, ad oggi l’unica in Italia e uno dei più importanti centri didattici a livello internazionale.
La Scuola, dottor Bianchi, è un’eccellenza che continua a fare da modello nel mondo?
«Certamente. La settimana scorsa ero a Durham, in North Carolina, per l’undicesimo congresso mondiale della CRSA (Clinical Robotic Surgery Association, la società internazionale di Chirugia robotica fondata da Giulianotti nel 2009, ndr) dove l’esperienza di Grosseto è stata presentata a chirurghi provenienti da tutto il mondo. La Scuola, di cui Giulianotti è direttore scientifico e dove tiene lezioni nel livello avanzato, offre una formazione di altissima qualità, con la possibilità di fare corsi strutturati, laboratorio virtuale e attività in sala. Ad oggi resta l’unica in Italia con un riconoscimento internazionale. E uno dei punti di forza sono proprio i contatti con tutti i più importanti chirurghi al mondo, che partecipano ai corsi con il sistema delle teleconferenze».
Quanti chirurghi sono stati formati in questi 13 anni? «Oltre mille, provenienti da 30 Paesi in tutto il mondo. Del resto, Giulianotti aveva ragione quando cominciò a fare interventi chirurgici con il robot venti anni fa. Questa è la chirurgia del futuro e sta prendendo campo in tutte le branche. È ovvio che ci sia domanda formativa e di qualità. A ottobre, per il corso base, abbiamo dovuto bloccare le iscrizioni che continuavano ad arrivare. Consideriamo che è anche la una grande opportunità formativa per i medici della Asl sudest che hanno posti riservati nei corsi».
E per il futuro? Sarà ampliata l’attività?
«Noi stiamo andando avanti e la nostra attività è sostenuta a tutti i livelli. Tra l’altro con la scadenza del brevetto della Intuitive, l’azienda che produce il Da Vinci, è presumibile che dal prossimo anno saranno immessi sul mercato anche altri modelli di robot chirurgici. Questo porterà indubbiamente a un aumento della domanda formativa di qualità, come quella che offre la scuola di Grosseto. Il mio augurio è che la nostra attività possa crescere ancora perché è fuori discussione che la robotica e l’intelligenza artificiale avranno sviluppi interessanti. Grosseto è pronta a raccogliere la sfida».—
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