Il Tirreno

Grosseto

dal Misericordia a chicago 

Giulianotti: «Ho piena fiducia nell’intelligenza artificiale»

L.S.

Il fondatore intervistato dal New Yorker: è stato  il primo a utilizzare questa tecnica per recidere la testa del pancreas e riparare il rene 

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grosseto. Ci ha creduto con la testardaggine di chi sa guardare avanti e alla fine ha avuto ragione, Pier Cristoforo Giulianotti. Ha coltivato il suo progetto, da Grosseto a Chicago, fino a diventare un’autorità indiscussa della chirurgia robotica mondiale.

A settembre, il settimanale “The New Yorker” gli ha dedicato un’intervista di otto pagine, consacrandolo nell’olimpo mondiale della chirurgia, dove già peraltro sedeva da anni. Non male per uno studente di medicina che odiava la vista del sangue, come lo stesso Gulianotti ha confessato al giornalista T.D.Max. Il “Dottor Robot”, titola The New Yorker, nato a Pontremoli nel 1953 e laureato in Medicina alla Normale di Pisa, è attualmente capo della divisione di Chirurgia robotica all’Università dell’Illinois a Chicago, gestisce un programma di chirurgia robotizzata assistita nella stessa università, ha eseguito circa 3mila procedure cliniche con l’aiuto di un robot e vanta molti primati, tra cui la prima resezione della testa del pancreas, l’asportazione di un polmone, la prima riparazione di un aneurisma renale, il primo prelievo da vivente della metà destra del fegato a scopo di trapianto, l’asportazione di parte del pancreas con contemporaneo autotrapianto delle cellule che producono insulina, al fine di evitare un diabete post operatorio. Ci ha creduto al punto tale di fondare anche una scuola a Grosseto, oggi centro d’eccellenza, il primo esempio di Scuola Internazionale di Chirurgia Robotica in Europa e tuttora il principale punto di riferimento per chi desidera accostarsi a questa disciplina. «L’idea della Scuola è nata dalla necessità di formare giovani chirurghi alla nuova tecnologia. I centri Universitari erano, e purtroppo lo sono ancora, impreparati ad insegnare il cambiamento», spiega Giulianotti, che nella sua carriera ha formato quasi 2 mila chirurghi e che è fermamente convinto che il futuro sarà ancora più ricco di innovazioni legate allo sviluppo del software, della sovrapposizione delle immagini, della miniaturizzazione di strumenti e funzioni automatiche. «Ho fiducia negli aspetti positivi dell’intelligenza artificiale – ha detto all’Agi –.In fondo è stato proprio un computer ad aver sconfitto il campione cinese di GO e i masters degli scacchi». — L.S.

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