Il Tirreno

Grosseto

Restaurato il monumento Rossi: «Liberati dai comunisti»

E.P.
Restaurato il monumento Rossi: «Liberati dai comunisti»

la commemorazione della caduta del muro di berlino 

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grosseto. Per ricordare che i muri non servono se non a rallentare la storia, non a fermarla, e a dividere, ieri Grosseto ha celebrato nel parco di via Giotto il trentennale della caduta del muro di Berlino con la riqualificazione del monumento, dedicato alla pace e ai diritti umani, realizzato dall’artista tedesca Babette Eid proprio con un frammento del Muro di Berlino. Il monumento era stato inaugurato il 27 maggio 1990, alla presenza del Dalai Lama del Tibet Tenzin Gyatso, premio Nobel per la pace 1989. Da troppo tempo, però, quel frammento di cemento giaceva in una condizione di completo degrado. La sezione grossetana dell’Unuci, l’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, presieduta dal colonnello Giancarlo Indiati, ha lanciato il progetto per il recupero del monumento e l’assessore alla cultura del Comune di Grosseto, Luca Agresti, ha colto l’occasione e, insieme alla Fondazione Grosseto Cultura, alla Biblioteca Chelliana e alla società Sistema, ha portato avanti la riqualificazione.

Ieri mattina il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, alla presenza di alcune classi di studenti, ha tagliato il nastro del rinnovato monumento. «Prenderci cura del monumento del parco di via Giotto – hanno detto il sindaco Vivarelli Colonna e il vicesindaco Agresti – significa educare le generazioni future alla solidarietà e alla conoscenza della storia, per costruire una Grosseto sempre più improntata al rispetto degli altri e orientata verso valori di pace e libertà».

L’iniziativa è proseguita al Polo Universitario, con Giampaolo Cadalanu, giornalista e scrittore, attualmente inviato di Repubblica, che all’epoca della caduta del muro di Berlino era corrispondente del Corriere della Sera dalla Germania. Un testimone di ciò che era Berlino prima della caduta e ciò che ha significato quell’evento per i berlinesi e per la Germania.

Anche il portavoce provinciale di Fdi, Fabrizio Rossi, ha commemorato la caduta del muro, «Una data importante – ha detto – per ricordare la liberazione di parte dell’Europa dall’oppressione comunista». Rossi ricorda che «se il muro è caduto e l’Europa è rinata, è stato possibile grazie a momenti storici importanti come la rivolta di Budapest del 1956, la Primavera di Praga del 1968, i cantieri di Danzica dove nacque Solidarnosc, fino alle parole e i gesti di Papa Giovanni Paolo II». — E.P.

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