Finanza
Poliziotto a processo per falso e lesioni
grosseto. Giacomo Ceccarelli, il poliziotto di 44 anni imputato nel processo che si aprirà il 10 gennaio e che vede imputate 17 persone, tra cui Stefano Giglio, 49enne poliziotto anche lui in servizio alla questura di Grosseto all’epoca dei fatti, deve rispondere soltanto delle accuse di falso e lesioni. Il poliziotto, difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, è stato accusato dalla Procura di aver colpito più di una volta Kamel Ben Mansour, nordafricano trovato a rubare nella sede dell’Asl di via don Minzoni e di aver poi descritto nel verbale firmato da lui e da Giglio una rapina aggravata che in realtà sarebbe stato un furto, incolpando ingiustamente – secondo l’accusa – l’arrestato di resistenza. Una precisazione doverosa dopo che nell’articolo uscito due giorni fa sulle pagine del Tirreno, dove si faceva riferimento anche alle accuse di spaccio di sostanze stupefacenti e anabolizzanti a carico di Giglio e di altri imputati, poteva essere mal interpretato un suo ruolo anche in questa parte della difficile vicenda processuale. Ceccarelli è estraneo alle accuse di spaccio. È imputato solo per l’episodio successo nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 2016, quando ben Mansour fu trovato nella sede dell’Asl in via don Minzoni dove stava cercando di scassinare le macchinette. Nel verbale d’arresto Ceccarelli aveva scritto che il nordafricano gli era andato incontro brandendo una spranga e che era stato bloccato con grandissima fatica dai due poliziotti. —
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