Sicurezza
Non diamo spazio al camorrista che è in ognuno di noi
Le camorre non sono tanto un argomento su cui scherzare. Scherza oggi, scherza domani, prima o poi arriva la pistolettata. Proprio a Follonica lo sanno bene. Il lettore può restare stupito dal fatto che la Maremma sia terra d’attrazione per la camorra.
Dovrebbe attrarre cose migliori, cose più creative e di spirito, invece, come ci ricorda la cronaca, attrae la camorra. Che mette Grosseto al centro (del mirino). La Maremma presenta infatti condizioni perfette per le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Ampi territori poco abitati. Un grande mercato per la droga. Ottime occasioni di lavaggio del denaro sporco.
È così da decenni, ma si può intervenire solo a cose fatte. La Maremma giunge alla ribalta delle cronache nazionali per due temi principali ormai, la camorra e l’isis, i convertiti all’isis. Che sono partiti per guerreggiare pro isis e che proprio nelle campagne della terra di Maremma si sono addestrati per combattere.
Ci potrebbero essere altre eccellenze maremmane, ma quelle restano in ombra. Per ora si contemplano le camorre di Maremma.
Forse gran parte delle cose che si fanno in Maremma sono di matrice camorristica? C’è da chiederselo davanti ad ogni prodotto maremmano.
Vino di camorra di Maremma. Olio di camorra. Latte di camorra. Festival musicale estivo di camorra maremmana. Si dovrebbe combattere questa tendenza, ma come fare?
Il camorrista che c’è dentro ognuno di noi lascia fare. All’inizio infatti , trovare acquirenti per terreni e fabbricati o aziende sembrava un toccasana. Invece era solo riciclaggio. Sì, ma vallo a dimostrare. Che le cose vadano avanti così, dunque. Che la camorra proceda quindi in Maremma come ha fatto fino ad ora. Fino, ahimè, alla pistolettata. —
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