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Muro imbrattato con lo spray in centro Una donna imputata

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Muro imbrattato con lo spray in centro Una donna imputata

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grosseto. Aperto davanti al giudice Giovanni Puliatti un processo a una giovane donna, imputata di aver imbrattato con la vernice spray un muro nel centro di Orbetello: in via Buonarroti, in centro storico (è una traversa di corso Italia), e per questo motivo la Procura ha aggiunto che si tratta di una zona di interesse artistico e culturale.

L’episodio del 24 agosto 2016 vede imputata Selene Bennato, oggi 26 anni, orbetellana, in concorso con un uomo di 32 anni per il quale è in corso un procedimento separato (entrambi avevano ricevuto un decreto penale di condanna da 3.875 euro di multa). A far partire le indagini erano stati gli esercenti di un locale vicino che, intorno alle 21 di quella sera, avevano sentito un forte odore di vernice provenire dall’esterno: si erano affacciati, ritenendo che vi fosse qualcuno che si fosse messo al lavoro, e avevano visto un ragazzo e una ragazza. Sarebbe stata quest’ultima, secondo la ricostruzione fatta all’Arma, a impugnare la bomboletta spray. Era stato disegnato qualcosa sull’intonaco appena rifatto, perché il palazzo era stato oggetto di un intervento di ristrutturazione: per questo motivo gli esercenti avevano invitato i due a smettere. Non avendo ricevuto risposta positiva, ed essendo anzi stati oggetto di invettive, i due esercenti poco dopo avevano chiamato i carabinieri, che arrivati in via Buonarroti avevano identificato Bennato e l’uomo.

Né il capo di accusa né i testimoni precisano il tenore delle scritte o comunque il contenuto degli imbrattamenti. Era stata la stessa Bennato a dare ai due esercenti la sua versione dei fatti, precisando che stava coprendo con lo spray delle frasi che la riguardavano, frasi offensive. Una versione ripetuta anche ai militari che erano intervenuti e che avevano verificato la presenza delle scritte. L’ammissione di fatto di quello che si poteva configurare come un reato aveva indotto i carabinieri a identificare i due e a inviare alla Procura la comunicazione, unitamente alle testimonianze rese dai due esercenti, che erano stati successivamente sentiti in caserma.

Il dibattimento (prossima udienza a maggio, con i primi testimoni) dovrà farà luce sulle responsabilità di Bennato. —

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