Sicurezza
Fissano online l’appartamento per la vacanza Ma la casa non c’è
follonica. Quanti casi di truffa online come questo ci sono ogni estate? Decine, forse di più. Spesso non viene presentata denuncia, spesso è impossibile risalire all’autore del raggiro. Nel caso del processo in corso davanti al giudice Giovanni Puliatti, non solo ci fu una denuncia ma c’è anche un imputato identificato, e un altro (una donna) le cui generalità non sono state accertate.
Concorso in truffa l’ipotesi contestata a Luigi Caiazzo, 53 anni,di Napoli, con i primi testimoni che saranno sentiti nell’udienza successiva, che si terrà il prossimo anno. A far partire il procedimento era stata la denuncia di una donna di Roccastrada, che a giugno 2017 si era presentata dai carabinieri: al maresciallo la donna aveva raccontato che nell’aprile precedente si era messa in cerca su internet di una casa in affitto a Follonica nella prima quindicina di luglio, per lei e per la figlia. Su un sito specializzato avevano trovato un appartamento in viale Italia che sembrava fare al caso loro. C’era un numero di telefono, erano stati presi accordi per un acconto da 400 euro (su un totale di 1.100 euro complessivi per le due settimane), mediatnte un bonifico effettuato su una carta postepay intestata appunto a Caiazzo. A condurre la trattativa erano state la figlia e una donna che rispondeva al telefono: era stata quest’ultima a inviare non solo il numero di postepay ma anche la foto della carta sanitaria intestata a Caiazzo. Questa foto ma anche gli screenshot dei messaggi che erano stati scambiati via whatsapp erano stati consegnati ai carabinieri.
Non appena il denaro era stato versato, la donna che fino a quel momento aveva risposto al telefono non aveva più risposto: «Irreperibile». E quando madre e figlia erano andate a Follonica, per rendersi conto in prima persona quale fosse l’ appartamento per il quale avevano versato il denaro, avevano scoperto che non era per nulla in affitto. Nella prossima udienza saranno sentite le parti offese, per la ricostruzione dell’episodio. —
P.S.
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