Il dolore
Cooperazione e inclusione per far crescere ancora l’Arci
Simone Ferretti è stato eletto all’unanimità alla presidenza dell’associazione Subentra a Christian Sensi nel coordinamento di 34 circoli e 4mila iscritti
Cambio della guardia alla presidenza dell’Arci provinciale. Simone Ferretti subentra a Christian Sensi, che lascia la guida dell’associazione dopo due mandati. L’elezione, all’unanimità, è avvenuta ieri mattina, al termine del sesto congresso del Comitato territoriale Arci di Grosseto, che ha individuato in Ferretti la giusta sintesi di esperienza e passione per prendere in mano il timone di una delle realtà associative più importanti della provincia.
Il Comitato Territoriale Arci di Grosseto, attivo dal 1960, conta ad oggi oltre 4mila iscritti e 34 circoli presenti in quasi tutti i paesi. Simone Ferretti, grossetano, 42 anni, dentro l’Arci ci è cresciuto e si è formato, poiché già dall’età di 16 anni è entrato a far parte dell’associazione. Un passato da amministratore, è stato assessore alle Politiche giovanili e alla Cooperazione internazionale per il Comune di Grosseto, nelle file di Rifondazione comunista, dal 2006 al 2011 durante il primo mandato di Emilio Bonifazi. Terminata l’esperienza amministrativa, è tornato a occuparsi dell’Arci con un incarico regionale sui delicati temi dell’immigrazione e dell’antirazzismo. «Valori fondanti dell’Arci – spiega – insieme alla partecipazione civile, alla cooperazione e all’inclusione, su cui si impronta tutta la nostra azione, nel rispetto dei fondamenti democratici della Costituzione».
Ed è proprio a questi valori che intende riferirsi per i prossimi quattro anni di mandato il neo-eletto presidente, che si dice onorato per l’incarico e per la fiducia che gli è stata accordata. «Ho risposto positivamente alla richiesta perché credo fermamente nel ruolo di questa realtà associativa – spiega Ferretti – Ringrazio Christian Sensi per il lavoro che ha fatto in questi anni e per le attività che sono state messe in campo, delle quali intendo fare tesoro per ampliare ulteriormente il nostro raggio d’azione. L’Arci rappresenta una delle più grandi realtà di promozione sociale, abbiamo la necessità di ampliare la nostra base, di confermare e strutturare ancora di più la nostra azione sul territorio. I 34 circoli rappresentano un’infrastruttura sociale molto importate e, in alcune realtà più piccole, sono l’unico punto di aggregazione». Per questo, nell’idea di Ferretti, sono anche l’avamposto principale per combattere la paura, anzi «le paure», precisa, attraverso la solidarietà, la cultura (che sarà al centro dei programmi della nuova presidenza), attraverso azioni sociali legate alla cooperazione. «Questo è stato Arci e questo dovrà essere ancora di più da ora in poi – aggiunge Ferretti – La nostra forza è il cuore pulsante del volontariato, che può diventare l’esempio di come, stando insieme, si combattono queste paure. Faremo tesoro di quello che ogni singolo circolo riesce a mettere in piedi, con esperienze di alto livello nel campo delle politiche culturali attive». Intanto, il primo passo sarà quello di mettere in piedi una presidenza, composta da un gruppo di persone che supporteranno Ferretti nelle singole attività. —
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