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Grosseto

Tre amici professionisti e l’infarto Così è nata un’esperienza unica

lina senserini
Tre amici professionisti e l’infarto Così è nata un’esperienza unica

L’imprenditore, il commercialista e l’esperto del ramo assicurativo Ecco come, dopo un attacco cardiaco, si può fare qualcosa di speciale  

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la storia

lina senserini

Che cosa hanno in comune un imprenditore, un commercialista, un professionista del ramo assicurativo, impegnati nella gestione di una onlus che ha come obiettivo la cura e la prevenzione delle malattie cardiovascolari? È Luca Pantani, che della stessa onlus è presidente, a dare la risposta. «Tutti e tre abbiamo avuto un infarto – dice – e siamo qui a raccontarlo grazie alla professionalità dei medici dell’ospedale di Grosseto che ci hanno curato». Gli altri sono Gianluca Ancarani e Maurizio Marraccini, che Pantani ha deciso di coinvolgere in questa “avventura” quando gli è stato chiesto di raccogliere l’eredità del grande lavoro fatto da Silva Severi e Riccardo Senatore, prendere in mano l’associazione Amici del Cuore e portare avanti le attività per cui è stata fondata. «Ho avuto due infarti – racconta Pantani – nel 2009 e nel 2010 e da allora sono diventato, mio malgrado, un assiduo frequentatore della Cardiologia dell’ospedale di Grosseto, dove ho avuto modo di conoscere da vicino un gruppo di bravissimi professionisti, medici e personale sanitario in genere, con molti dei quali è nato un rapporto che va oltre a quello medico-paziente. Così quando Ugo Limbruno mi ha chiesto di prendere in mano l’associazione ho accettato e ho pensato di coinvolgere altre persone che conoscevo, ma che soprattutto avevano avuto la mia stessa esperienza, come Maurizio a Gianluca».

Pantani, all’inizio non era convinto, ritenendo che le sue competenze e i molti impegni lavorativi non lo rendessero adatto all’incarico. Si sbagliava e ha fatto bene ad accettare: ha trovato il tempo e le persone giuste per gestire l’associazione, e le sue poliedriche capacità e un’innata attitudine alle pubbliche relazioni hanno in breve tempo dato un imprinting e messo in moto un sistema che sta dando ottimi frutti. Cinquantatré anni, dopo una vita lavorativa nell’Aeronautica, si è impegnato in diverse attività imprenditoriali, tra cui la gestione del Bagno Miramare a Marina di Grosseto, di uno stabilimento balneare a Cala Galera, poi un’agenzia nautica, un’agenzia immobiliare, un’impresa di pulizie. «In questi due anni mi si è aperto un mondo – dice – grazie al quale ho capito l’importanza del volontariato, la forza della rete tra le persone, ma anche di quanto sia importante mettere la propria esperienza a disposizione degli altri, se questo può servire a migliorarne la qualità della vita». In questo caso aiutando a prevenire e a curare certe patologie, collaborando con le istituzioni per potenziare ulteriormente i servizi, facendo attività di sensibilizzazione e informazione sugli stili di vita, mettendosi al servizio della comunità.

Così, ad esempio, è nato il progetto “Grosseto città cardioprotetta” di cui la Onlus Amici del Cuore è promotrice e che ha coinvolto il Comune, la Cardiologia dell’ospedale di Grosseto, la rete del 118, la Croce Rossa e la Misericordia e che ha portato all’installazione di 8 defibrillatori (Dae), cui se ne aggiungeranno altri 8, nel Capoluogo e nelle frazioni. «Alberto Cresti ha fatto una relazione per capire il fabbisogno di questi apparecchi salvavita – spiega Pantani – il Comune ha fatto la verifica dei punti in cui installarli, la Misericordia e la Croce Rossa si occuperanno della loro gestione. Da parte nostra, oltre ad aver promosso e coordinato il progetto, faremo una mappa, coinvolgendo anche le altre due associazioni, dei punti in cui i Dae sono installati, sia gli otto del nostro progetto, che gli apparecchi nelle palestre, nelle scuole, in altri luoghi pubblici e privati. È anche nostra intenzione fare un corso per i cittadini, perché le persone possano familiarizzare con i Dae». Ma l’attività degli Amici del cuore sta andando oltre, sfruttando la formidabile rete dei social e le potenzialità della tecnologia.

Intanto è in corso la creazione di una community tra le persone che soffrono di problemi cardiovacolari. Attraverso la pagina Facebook possono contattare l’associazione che funge da raccordo con i medici, non per sostituirsi, ovviamente, ai canali “istituzionali” e dei professionisti, ma per trovare una prima risposta, scambiare informazioni e esperienze. Poi, e questo è il vero fiore all’occhiello, è in lavorazione un’app da scaricare sul telefono che indica dove sono i defibrillatori. «Al momento solo a Grosseto – precisa Pantani – ma che potrebbe essere utilizzata ovunque». L’idea è semplice ed è nata da una chiacchierata tra Pantani e il direttore del dipartimento di emergenza-urgenza della Asl sudest, Massimo Mandò: sviluppare un sistema in cui vengono mappati i Dae e in cui si registrano le persone che hanno frequentato i corsi e sono abilitate all’uso. «In questo modo, per fare un esempio, se un turista in vacanza in Maremma, abilitato all’uso del Dae, che ha l’app sul telefono, vede sull’app una richiesta di intervento e si trova vicino al punto in cui c’è il defibrillatore, può intervenire. Sappiamo che un intervento tempestivo, in caso di infarto, può fare la differenza tra la vita e la morte. Come Amici del cuore abbiamo sposato questo progetto e stiamo lavorando con i professionisti del comitato scientifico per trasformarlo in realtà», conclude Pantani. (Nella foto, da sinistra il direttore della Cardiologia Ugo Limbruno, il presidente della onlus Luca Pantani con i medici del Misericordia). –

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