Sicurezza
Su biogas e miasmi, interrogazione e accesso agli atti: "Il sindaco spieghi"
Carlo De Martis, della lista Mascagni, chiede formalmente i risultati dei controlli di Comune, Asl e Arpat
GROSSETO. Si riaccende a Grosseto – se mai si fosse sopito – il dibattito sui miasmi provocati dall’attività delle centrali a biogas che circondano la città. . Nei giorni scorsi il professor Roberto Barocci del Forum Ambientalista, calcoli alla mano, ha inviato al Comitato Grosseto Aria Pulita una nota sui cumuli di digestato – risultato del processo di digestione anaerobica di sterco, sanza e materiale vegetale – e il loro impatto sul terreno (leggi qui l'articolo).
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Ma non ci sono solo i cittadini, con comitati e associazioni, in prima linea per chiedere un’aria respirabile e la garanzia che non ci siano rischi per la salute. Il capogruppo della lista d’opposizione Mascagni Sindaco, Carlo De Martis, ha presentato un’interrogazione al sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e una richiesta di accesso agli atti per «conoscere – secondo le sue parole – in modo finalmente chiaro ed esaustivo il reale stato delle cose».
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Il primo cittadino di Grosseto, infatti, nella sua veste di garante della salute pubblica e di amministratore del Comune che coordina in tavolo intersettoriale, composto anche da Asl e Arpat, per verificare che gli impianti a biogas rispettino le norme, deve ancora riferire ai cittadini l’esito dei controlli.
«Era il 18 marzo di quest’anno – ricorda De Martis – quando il consiglio comunale, all’unanimità, approvando una proposta del centrosinistra impegnava il sindaco e la giunta a verificare presso gli enti competenti il rispetto delle prescrizioni stabilite in sede di autorizzazione degli impianti a biogas, e ad adottare ogni conseguente provvedimento allorché risultasse la violazione, anche parziale, di tali prescrizioni, con particolare riferimento all’adozione di tutte le misure necessarie a prevenire disturbi legati a eventuali maleodoranze».
Da otto mesi la città attende di conoscere cosa sia stato compiuto dall’amministrazione comunale. Per questo De Martis ha presentato una dettagliata interrogazione e una richiesta di accesso agli atti «per avere – dice – finalmente contezza delle verifiche eseguite, degli esiti delle stesse e, non ultimo, della documentazione prodotta dalle imprese che conducono gli impianti a biogas di modo da conoscere, in particolare, la “qualità” del digestato prodotto e smaltito sui terreni agricoli».
Non è la prima volta che queste questioni vengono sottoposte al sindaco. A una precedente interrogazione, però, ricorda De Martis, «il primo cittadino aveva inspiegabilmente glissato». Il capogruppo riconosce che la materia «è complessa così come sono complesse responsabilità e competenze», tanto che Regione Toscana, Comune di Grosseto, Arpat e Asl hanno costituito il tavolo tecnico che sta lavorando congiuntamente, e la Regione ha avviato l’iter per l’emanazione di una normativa ad hoc, volta a individuare modalità di esercizio ecosostenibili per gli impianti a biogas.
«Ma è altrettanto vero – obietta De Martis – che di quel tavolo il primo e diretto referente dei cittadini grossetani è il sindaco il quale, prima di ogni altra cosa, ha il dovere di fornire alla popolazione un’informazione tempestiva, esaustiva e corretta» e «possibilmente senza liquidare la questione raccontandoci, come accaduto di recente, che il fetore che invade la città è semplice concime. O addirittura, facendo figli e figliastri, raccogliendo il malumore dell’organizzazione di categoria che rappresenta i gestori degli impianti a biogas (organizzazione di cui il sindaco è stato presidente) e, trasformatosi in avvocato d’ufficio di quelle imprese, minacciando di azioni legali i cittadini che, ormai comprensibilmente stremati da una situazione dalla quale non si vede via d’uscita, osano manifestare il proprio disagio, la propria arrabbiatura e, non ultimo, la propria preoccupazione». —
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