Il Tirreno

Grosseto

l’intervista. Il sottosegretario al turismo, lorenza Bonaccorsi

«Ripartiamo dai borghi per un turismo migliore»

Guido Fiorini
«Ripartiamo dai borghi per un turismo migliore»

Decisivo è il “brand” Italia ma serve un nuovo approccio che parta dal recupero dell’esistente, che è fondamentale

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Lorenza Bonaccorsi, romana, è sottosegretario al ministero del turismo e dei beni culturali. In passato era stata responsabile di cultura e turismo nella segreteria del Pd guidata da Matteo Renzi e poi assessore al turismo della Regione Lazio, con Zingaretti governatore.

E, oggi, sarà ospite a Capalbio per l’incontro “Coste e isole toscane, destinazione sostenibile, il mare della Toscana scommette sul turismo green” (Caseificio, Monte Alzato, Torba, ore 15).

Che stato di salute ha il turismo, in Italia e in Toscana?

«Veniamo da una buona stagione. I dati illustrati nei giorni scorsi al World Trade Market (a Londra, ndr) dal presidente di Enit (Ente nazionale per il turismo, ndr) Giorgio Palmucci parlano di un aumento dei turisti, in particolare di quelli stranieri. E le stime per i prossimi mesi sono positive. Dobbiamo continuare a lavorare».

Quali progetti avete in questo momento?

«Il tema principale è di cavalcare questo trend positivo raccontando il nostro Paese in maniera integrata. Tutti i territori hanno le loro specificità ma, rispetto al mondo, noi ci dobbiamo presentare come un sistema paese, perché la competizione internazionale è fortissima e altri Paesi, a volte, si presentano meglio di noi. Il brand Italia, quindi, è fondamentale. In questa cornice, dobbiamo poi andare a individuare quali sono gli asset di forza del nostro turismo, per valorizzarlo. Noi siamo i più forti del mondo nel binomio turismo e cultura. Da qui dobbiamo partire per impostare quel modello di sviluppo economico del nostro turismo che deve andare sempre più verso la sostenibilità».

La sostenibilità, quindi, può essere un valore aggiunto.

«Dobbiamo raccontare questo modo di fare turismo. Che porta ricchezza, ma che poi questa ricchezza la lascia sui territori. Non ci interessa un turismo che arriva, fruisce e se ne va senza lasciare nulla. I territori devono stare al centro. Con un’offerta integrata che tenga insieme il mare con l’entroterra».

Serve un’offerta diversa?

«Va fatto un grande intervento per riqualificare l’offerta. Intendo a 360 gradi. Dalle strutture, alle professionalità, per dare una qualità maggiore. Sempre di più dobbiamo caratterizzarci come turismo sostenibile e di qualità. Il nostro è un paese fragile, i territori vanno rispettati. Non possiamo approcciare a un turismo come, per esempio, quello del Medio Oriente dove arrivano, costruiscono alberghi e creano nuove destinazioni. Noi dobbiamo pensare prima di tutto al recupero dell’esistente. Sempre nel rispetto di ambiente, cubature e paesaggio. Abbiamo dei borghi che sono dei gioielli che vanno riqualificati per offrire bellezza. Ne abbiamo tantissima, dobbiamo solo valorizzarla, facendo sistema fra tutti i vari attori coinvolti. Qualche tempo fa il ministro Franceschini ebbe l’intuizione dell’anno dei borghi, credo che quella campagna debba essere rilanciata». —

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