Il Tirreno

Grosseto

il ricorso 

Posto per un dirigente in Psichiatria a Siena Medici si rivolgono al Tar

Una trentina di candidati hanno presentato un’istanza all’Estar, la società che ha bandito il concorso. Secondo loro le prove non erano adatte

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grosseto. Una prova non adatta alla tipologia del concorso, come sostengono non solo decine di candidati, ma anche esperti del settore. E il poco tempo messo a disposizione, la possibilità che più risposte potessero essere verosimili e le presunte contraddizioni fornite quando sono stati richiesti chiarimenti al riguardo.

Contestazioni racchiuse nell’istanza presentata da trenta candidati, tra cui alcuni grossetani, per chiedere l’annullamento del concorso pubblico indetto da Estar per la copertura di due posti di dirigente medico nel reparto di psichiatria all’ospedale universitario Le Scotte di Siena.

Istanza che è stata respinta, ma che non chiude la battaglia, visto che gli stessi promotori sono pronti a far valere le proprie ragioni al Tar attraverso un ricorso.

Al bando in oggetto, indetto da Estar, la società specializzata che fa capo alla Regione Toscana, si sono iscritte circa 200 persone, anche se alla fine solo in 134 si sono presentati all’appuntamento.

Il concorso era strutturato in tre prove: una scritta, l’altra pratica e l’ultima orale. Quella scritta si svolge il 3 ottobre e tutti i candidati risultano idonei, sebbene la distanza nelle valutazioni sia stata da subito notevole. L’8 ottobre, poi, si è tenuta quella pratica ed è stato qui che è esploso il caso. Prova così strutturata: 15 minuti di tempo per leggere la traccia costituita dalla descrizione di un caso clinico, domanda a risposta multipla con cinque opzioni su cui mettere la X e richiesta di argomentazione del ragionamento clinico seguito.

Una struttura anomala, secondo i candidati che contestato l’atto, per una prova pratica, in quanto molto pratica non è. Inoltre, contestano i promotori, non solo non sono state date indicazioni sui criteri di valutazione, ma a domanda specifica se la risposta con la X fosse determinante per il superamento della prova, uno dei commissari avrebbero sostenuto che no, l’importante era l’argomentazione.

Versione che poi, in fase di correzione, sarebbe stata smentita dai fatti, perché la non ammissione all’orale è stata per la stragrande maggioranza dei candidati. A dar forza alla loro versione, i promotori dell’istanza hanno accompagnato una lettera di esperti del settore i quali spiegano che, specialmente in psichiatria, i casi descritti così brevemente possono essere soggetto di interpretazioni per cui due o più diagnosi possono essere verosimili. Tutte motivazioni per cui è stato richiesto ad Estar l’annullamento del concorso, senza successo: l’istanza infatti è stata respinta con la motivazione che tutta la procedura si sia svolta regolarmente. Per questo, presto la stessa vicenda può finire al Tar. —

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di Redazione web